Tra analisi del voto e paletti, la città è meno azzurra e più grigia

La riflessione del presidente del movimento politico I quartieri

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    di Alfredo Serrao*

    Se vogliamo fare un analisi del voto post-europeo non possiamo non partire da un dato assolutamente pericoloso per il futuro della città capoluogo di regione.

    Questo dato accomuna la “piccola e quasi città”  di Catanzaro al panorama nazionale. E’ un dato negativo che ha una relazione con un presunto pericolo di salute pubblica, soprattutto quando questo pericolo ha superato una scadenza. A Catanzaro la scadenza è ormai ampiamente superata, tutti i dati sono ampiamente a segno meno e in particolare il dato politico in città è allineato al trend Italia: è stagnante!

    Ma, si badi bene non in termini di economia politica, bensì in termini di possibile contagio epidemico, se consideriamo che il panorama si racchiude in uno stagno, o forse meglio in una pozza d’acqua e che la stessa ha colore salmastro, quindi acqua inquinata e potenziale veicolo di contagio per la salute pubblica.

    Non servirà oggi, dopo le elezioni europee, tentare di bonificare politicamente la città e la sua pozzanghera, per come non è servito nemmeno ieri, dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018, perché ormai l’infezione ha assunto i contorni della pandemia e dalla città si estenderà nell’intero territorio calabrese.

    E già a Catanzaro, i soliti e vecchi untori politici del centro destra, hanno scatenato un contagio di vasta scala. Nemmeno il tradizionale vento della città dei tre colli potrà andare in loro aiuto.

    La bandiera monocolore azzurro che sventola(va),  superbamente e presuntuosamente,  sul pennone di Palazzo de Nobili e su Palazzo di Vetro si è improvvisamente sbiadita e quella che sembrava essere una maggioranza monolitica e muscolosa, ha dimostrato di usare anabolizzanti, peraltro di bassa qualità.

    Quelli che erano i “campioni” della politica cittadina, si sono riscoperti oggi invecchiati e superati dal sentire dei cittadini.

    Non basta oggi imbarcare, come fossero boat-people, arnesi della vecchia politica migrati dal centro sinistra. Gli scafisti con il gilet azzurro non produrranno nuovi consensi usando gli autorevoli migranti del centro sinistra, perché non servirà questo a recuperare la perdita di credibilità politica ingenerata fino ad oggi dall’amministrazione comunale di Catanzaro e da quella provinciale di Catanzaro. I dati ne sono conferma e, quelli ultimi diventano pietra tombale.

    I potentati politici di Catanzaro saranno ricordati per aver per aver diffuso una nuova epidemia come “la spagnola” nel territorio calabrese, dove ad oggi – ancora lo si spera (?) – anche una “grasta” – magari presa in prestito da Corso Mazzini – presentata nel centro destra vince!

    Ma, il vero problema è il centro destra catanzarese, non più spendibile sul piano della credibilità politica e che rischia di essere ricordato per il grigiore dei “paletti”, divenuti patrimonio civico ed artistico di Corso Mazzini.

    Quello che avanza su altre direttrici che potrebbero essere, probabilmente esterne al gioco dei muscoli cui sono avvezzi i notabili politici dell’amministrazione comunale e provinciale di Catanzaro, darà un segno concreto dell’impossibilità di svolgere future campagne elettorali, certificando una inconsistenza politica di questa classe dirigente.

    Siccome saranno i cittadini a votare, poco avrà valore l’aver piegato ed occupato posti all’interno di strutture speciali regionali, staff provinciali, staff comunali, partecipate, ecc. perché la città di Catanzaro ha bocciato e sta ulteriormente bocciando questo libero esercizio di arroganza politica, il rischio è che la bocciatura si ripeta nuovamente alle prossime elezioni regionali.

    *Presidente Movimento politico I Quartieri

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