Piscina Caliò, prendono forma le denunce dell’Asd Nuoto

Agli indagati è contestata la violazione dell’articolo 20 del  dpr 139/06 e sarebbe in fissazione la prima udienza

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    di Giulia Zampina

    Sembrano essere arrivate ad un punto le diverse denunce dell’Asd nuoto Catanzaro, rappresentata in giudizio da Antonio Lomonaco. L’associazione più volte aveva rappresentato che l’impianto sportivo Vinicio Caliò, al momento dell’apertura, non aveva i requisiti di legge per iniziare l’attività. Oggi, secondo indiscrezioni, per la violazione dell’articolo 20 del  dpr 139/06, in cui si parla appunto delle sanzioni per le violazioni in materia di certificazioni per attività sottoposte a controlli da parte degli organi competenti, sarebbe in fissazione già l’udienza a carico di alcuni indagati nel procedimento apertosi.

    Il secondo aspetto, che sarà più chiaro nei prossimi giorni, è quello inerente altre strutture sportive della città e la modalità di affidamento di gestione delle stesse. Anche in questo caso gli investigatori avrebbero chiuso il cerchio attorno a determinate responsabilità che andranno chiarite.

    E’ ovvio che per tutti gli indagati saranno rispettati i termini di legge previsti a tutela della loro posizione, ma le diverse questioni non potranno non abbattersi politicamente ed amministrativamente su palazzo De Nobili.

     

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