Us Catanzaro, in fondo gli obiettivi non sono cambiati..ma si riflette

Il destino delle Aquile dipende ora da molte variabili

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    di Gianfranco Giovene

    «Tempo massimo due anni e il Catanzaro questa categoria la lascia».

    Era un anno esatto fa, il palcoscenico la grande sala conferenze di via Gioacchino da Fiore, e da dietro i microfoni Gaetano Auteri iniziava così la sua seconda avventura in giallorosso dopo la prima, amara, conclusasi con la disfatta del “Flaminio”. “Riprendersi la storia” era il refrain di giornata, scritto a caratteri cubitali sui manifesti, ripetuto più e più volte anche dal presidente Noto nel suo discorso introduttivo. E di progetto almeno biennale si parlava, stando attenti a dosare bene entusiasmo e cautela per evitare voli pindarici e troppa esaltazione nella piazza. Dodici mesi dopo, quel progetto, o meglio uno dei suoi ingranaggi principali se non addirittura il suo fulcro effettivo, sembra essere diventato oggetto di approfondita riflessione al tavolo dei vertici e la sua conferma un pizzico meno scontata di quanto ci si sarebbe aspettati.

    Si riflette ancora su Auteri, in casa giallorossa, valutando i tanti lati positivi di una stagione che ha visto le aquile tornare a lottare per le prime posizioni, in talune circostanze sciorinare un calcio piacevole e divertente – probabilmente il migliore della categoria – ma anche i nei di un anno costellato da infortuni e terminato con centottanta minuti playoff che qualche punto interrogativo circa la gestione delle forze e delle risorse lo hanno sicuramente sollevato.

    Si riflette e si valuta, pesando l’ipotesi continuità e quella del cambio radicale, con la consapevolezza però che il tempo inizia a stringere, che tra poco occorrerà mettere punti fermi per l’inizio della prossima stagione – dalla sede del ritiro a tutto il resto del contorno – e che con la fine degli spareggi anche il mercato renderà frenetiche le giornate. La prossima settimana servirà probabilmente per sbrogliare più di un filo nella matassa: per capire se o meno dovranno essere apportate delle modifiche alla bozza stilata giusto un anno fa, per tentare con l’avvocato Chiacchio la riduzione della squalifica del patron e per esplicitare in che modo si vorrà inseguire l’obiettivo finale. Che dodici mesi dopo, nonostante tutto, resta sempre lo stesso.

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