‘Centro storico di Catanzaro muore a colpi di paletti’

L'allarme dei proprietari del negozio Goodies: 'Dopo la malagestione amministrativa ecco i paletti'

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    Riceviamo e pubblichiamo

    The Cage No, non stiamo parlando del grande attore italo americano Nicola Coppola in arte Nicolas Cage, nè del famoso brano musicale The Cage di Elton John del 1970. 

    Qui la musica è diversa, è la storia di una città dal passato glorioso, dal presente incerto e dal futuro che ne vedrà l’inevitabile morte. The Cage: La gabbia! Sì, la gabbia, perché questa città, la nostra città, Catanzaro, che dovrebbe essere il capoluogo di regione della Calabria, da troppi anni è imbrigliata in una gabbia di malagestione amministrativa che ha radici lontane e che ormai, come un cancro, ha riempito di metastasi mefitiche ogni angolo del territorio. Una gabbia fatta di clientelismo, di una classe politica miope e incapace, legata ai centri di potere economici; una gabbia con le sue maniglie e solo chi ce le ha va avanti e trova spazio tra chi la gabbia la sta chiudendo. 

    Eh sì, perché dopo anni la gabbia si chiude e l’ultima vittima, ormai ridotta in agonia, è il centro storico di questa vecchia, stanca e indolente città. 

    E siccome di gabbia si tratta il comune ha deciso di usare, nemmeno a farlo apposta, una rete di paletti di metallo con cui stringere la vita e il cuore di questo desolato centro storico, colpendo il commercio. Dopo aver spostato quasi tutti gli uffici pubblici fuori dal centro storico, dopo aver spostato l’università, aver chiuso ospedale militare e caserma, aver spostato alloggi delle forze dell’ordine e tutto ciò che poteva essere spostato, l’unica cosa rimasta per i temerari e nostalgici abitanti del centro era proprio il commercio. Un commercio fatto di piccoli negozi e piccole botteghe ciò che rimane delle vecchie putiche oramai scomparse che sono spesso il sostentamento di famiglie di giovani e vecchi abitanti della città che con coraggio e determinazione forse rasentando la follia ancora ci provano. Sia chiaro, sia ideologicamente che per interessi commerciali (che vedono raddoppiare i nostri introiti con l’isola pedonale sul Corso), non siamo contrari ad una eventuale pedonalizzazione del Centro Storico, anzi! Riteniamo soltanto che debba essere accompagnata dalla creazione o dal miglioramento di servizi che oggi sono carenti o non esistono.

    Per quella che è la situazione odierna, però, alcune domande ci vengono spontanee:

    Cosa ne resterà di questo centro storico quando ogni centimetro quadrato sarà stato coperto da paletti e dissuasori, quando sarà impossibile per chiunque poter arrivare in centro (anche a causa della quasi totale assenza di mezzi alternativi o del loro malfunzionamento) e fermarsi a prendere anche solo un caffè? Cosa resterà una volta che la gabbia fatta di barriere architettoniche avrà portato i proprietari di case e negozi a svendere per 4 soldi i loro averi? 

    Cosa resterà quando la gabbia sarà chiusa e nessuno potrà più né entrare né uscire?

     

    Non è più il tempo di recriminare, é il tempo di ribellarsi perché il centro storico sta morendo a colpi di paletti.

    Proprietari negozio Goodies

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