A colloquio con Enzo Bruno: elezioni e futuro del Partito democratico

L'ex presidente della Provincia: “Serve un soggetto politico che guardi all'unità e alla partecipazione dei movimenti civici”

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    Analisi a freddo del voto. Prospettive future nazionali e locali. Protagonista della nostra intervista è, stavolta, Enzo Bruno ex presidente della Provincia di Catanzaro.

    Qual è il suo bilancio del voto di domenica 26 maggio?

    Il dato delle elezioni europee sicuramente rimarca una inversione di tendenza per il Partito democratico che dopo la sconfitta del 4 marzo 2018 ha lavorato per cercare di recuperare il terreno perso in larghi strati della popolazione. Un incremento di cinque punti percentuale che fa ben sperare in un nuovo protagonismo del Pd per contribuire alla costruzione di un progetto politico inclusivo e ampio per la Calabria. Il secondo dato da mettere in evidenza è il buon risultato alle amministrative: a livello locale non solo si confermano molti sindaci di estrazione democratica ma si allarga la platea dei sindaci eletti appoggiati o diretta espressione del Pd.

    Che riflessi avrà su Catanzaro e sulla regione?

    Catanzaro ha bisogno di un Partito democratico organizzato e quindi radicato che sappia cogliere il disagio e la difficoltà di una città che ha perso l’attrattività del Capoluogo di regione: paga l’isolamento, la perdita di funzioni e soprattutto la mancanza di una visione di città che le restituisca centralità e prospettive di crescita sociale ed economica. La maggioranza al governo è allo sbando, le scorribande di consiglieri l’hanno liquefatta nelle mani del sindaco. Il Pd deve contribuire a mettere in piedi una larga coalizione espressione di sensibilità diverse ma di coesione sociale, solidarietà, sviluppo sostenibile, intercettare e realizzare una programmazione credibile in cui il Pd sia attrattivo. A livello regionale aspettiamo la celebrazione del congresso: certo è che un partito commissariato non ha respiro.  Da Catanzaro il Pd deve dare una spinta politica affinché si celebrino i congressi a partire dal quello cittadino, non si possono affrontare gli appuntamenti importanti e vitali dei prossimi mesi.

    Come commenta il dato di Riace.

    Il dato elettorale di Riace quanto quello di Lampedusa sono sintomatico del clima di “caccia al nemico” ad ogni costo che si respira in questo paese e che ha fatto presa in realtà come quella creata dall’ex sindaco Mimmo Lucano che era diventato un modello di accoglienza sostenibile e di solidarietà a livello internazionale, tanto che associazioni internazionali avrebbero voluto indicare il Comune tra i meritevoli del premio Nobel per la Pace. La vittoria della Lega sorprende e non poco, visto che quel modello aveva creato occupazione e crescita economica. C’è da fare un’attenta riflessione e analisi su quanto accaduto.

    In vista delle regionali si fanno tanti nomi, quale secondo Lei potrebbe rappresentare al meglio le istanze dei cittadini.

    Credo che non sia il caso di parlare di nomi in questo momento in cui prevale la confusione sia politica che programmatica. Questo dovrebbe essere il momento di pensare alla costruzione del progetto politico, di mettere sul tavolo idee e programmi. Invece si registra un vuoto di contenuti e il centrosinistra ha il dovere di rilanciare e ripartire nella direzione dei contenuti, proprio guardando al grande lavoro condotto sino ad oggi dal presidente Oliverio e dalla sua Giunta. Ripartire dai fatti, quindi, che parlano dell’impegno della programmazione dei fondi europei, come si evidenziato dall’iniziativa pubblica dei giorni scorsi al T Hotel dedicata proprio al report sulla gestione dei fondi comunitari, e delle tante cose fatte a partire dalla stabilizzazione del precariato storico grazie all’impegno dell’assessore al Lavoro Angela Robbe che conduce un’azione molto incisiva in un settore assai delicato per la nostra regione. Ricominciamo da qui, costruendo un soggetto politico che guardi all’unità e alla partecipazione dei movimenti civici, come ha detto il presidente Oliverio che ha messo a disposizione la sua candidatura per avere altri cinque anni a disposizione e concludere il buon lavoro avviato.

    Alessia Burdino

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