’IC Catanzaro Nord Est Manzoni: Grammaticanto tra festa e formazione

Dieci giorni di musica, ballo, gestualità a ritmo di Blues, Rock, … in cui i plessi della Scuola del’Infanzia  si sono trasformati in un laboratorio didattico con particolare interesse all’aspetto musicale e motorio

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    Dieci giorni di musica, ballo, gestualità a ritmo di Blues, Rock, … in cui i plessi della Scuola del’Infanzia dell’IC Catanzaro Nord Est Manzoni, diretto da Flora Alba Mottola,  si sono trasformati in un laboratorio didattico con particolare interesse all’aspetto musicale e motorio, che ha avuto come scopo primario quello di esaltare ogni singolo bambino e renderlo protagonista vivo e motivato nell’apprendimento. L’entusiasmo, la vivacità, la simpatia, la comprovata competenza a livello internazionale del Maestro Villa, ideatore del metodo “Grammaticanto”, hanno letteralmente travolto e coinvolto bambini, insegnanti e genitori in un percorso formativo segnato  dal clima amichevole e festoso.

    “Bella lì! Solo lo stupore conosce.  A diventar grandi si incomincia da piccoli”, è il titolo dell’attività di formazione condotta dal maestro Alberto Villa e rivolta, oltre che alle insegnanti della scuola dell’Infanzia I.C. Catanzaro Nord-Est Manzoni, ad una rappresentanza dell’I.C. Don Milani e dell’I.C. Galluppi. Il corso rientra nel Piano della Formazione AMBITO      CAL001 a.s. 2018-2019, Scuola Polo Istituto tecnico tecnologico Malafarina Soverato diretto da Domenico Servello.

    La proposta didattiva “Bella lì! Solo lo stupore conosce” ha avuto la finalità di far conoscere agli insegnanti nuove strategie didattico-educative volte alla promozione di una scuola viva e creativa, capace di accompagnare ogni bambino nel suo personale processo di crescita. Utilizzando ludicamente canzoni e ritmi,  il bambino va ad acquisire gradualmente il senso dell’orientamento nel suo spazio e nel suo tempo.

    Il percorso, in sintonia con il cambiamento in atto nel sistema scolastico, volge la sua particolare attenzione alla didattica personalizzata esemplificata da un’attività laboratoriale. Il linguaggio musicale animato risponde molto bene all’esigenza di espressività del bambino perché   m u o v e   tutta la sua persona, favorendo una gestualità degli elementi corporei molto importante. Rifluisce e costruisce un atteggiamento aperto e positivo di fronte al Reale. Se poi si considera il contesto dove questa esperienza avviene, cioè INSIEME agli altri bambini e alle insegnanti, si può concludere che tale attività, insieme alle altre “ordinarie”, contribuisce a realizzare il fine ultimo dell’educazione, quello di una crescita armoniosa, ordinata e capace di sollecitare, far uscir fuori l’io proprio del bambino.

    La formazione ha avuto le finalità di:

    1. Aiutare gli insegnanti ad essere sempre più entusiasti e motivati nel loro specifico lavoro;
    2. conoscere  nuove strategie didattico-educative volte alla promozione di una scuola viva e creativa, capace di accompagnare ogni bambino nel suo personale processo di crescita.
    3. Accompagnare gli insegnanti all’individuazione e all’utilizzo dei nuovi e creativi strumenti didattici attraverso il taglio attivo/esplorativo proprio della didattica laboratoriale. Quest’ultima vede la musica, il ritmo, la memorizzazione dei testi musicali proposti, la gestualità, la drammatizzazione e la coordinazione psicomotoria come strumenti di potenziamento dell’obiettivo didattico primario, con costanti rimandi ad operazioni mentali e ai diversi linguaggi che si vanno ad integrare armoniosamente.
    4. Creare un clima di collaborazione tra gli insegnanti affinché possano sostenersi nell’affrontare con gusto il proprio lavoro;

    Il fattore musicale, vale la pena ribadirlo, muove l’alunno dal di dentro (anche nella primissima infanzia) perché per sua natura è portatore di positività espressiva e creativa. Persino i generi musicali che sono quelli della più conosciuta e collaudata esperienza della tradizione (come la Samba, il Blues, il Tango, il Rap ecc..) si sono dimostrati molto centrali all’esperienza del bambino.

    Utilizzando il linguaggio musicale applicato all’apprendimento, l’itinerario formativo ha favorito la scoperta e la condivisione di un’esperienza creativa ed emotiva, utile allo sviluppo di abilità sociali, necessarie per relazionarsi con gli altri, in una dimensione dinamica e divertente.

     Il fatto di esibirsi in pubblico ed in gruppo, oltre a favorire le capacità di comunicazione, permette di affrontare le proprie paure e di utilizzare canali inespressi. Ascoltando e cantando i brani del maestro Villa i bambini esprimono stupore e felicità; attraverso la musica si divertono, si uniscono in un’atmosfera condivisa, acquisiscono  conoscenze grammaticali e competenze spendibili in altri campi del sapere.

    E’ importante ribadire quanto afferma il prof. Gianfranco Porcelli, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, docente di Glottodidattica, nel presentare Grammaticanto:

    “Una proposta che spezza la routine scolastica, una didattica nuova perché riprende il gusto antico del doceredelectando, il che implica un’attenzione alla persona. Chi vive nella scuola e vuole che la scuola sia viva, non si lascia ingabbiare ma reagisce con la creatività e con la tensione educativa ai problemi che l’esperienza quotidiana man mano mette in luce. Il canto aiuta a far sì che le parole, si imprimano nella memoria, siano esse gli esempi oppure i termini tecnici necessari per descrivere accuratamente i meccanismi del linguaggio. Al tempo stesso, l’allegria del cantare assieme e lo scoprire che si può utilmente giocare con gli stili e i ritmi della musica contemporanea servono a superare le comprensibili resistenze verso un apprendimento che può apparire astratto e arido. … E’ fondamentale ricordare che il bambino è una persona, che deve essere aiutata a crescere come tale: non solo razionalità ma anche affettività; non solo mente ma anche corpo; non solo materia ma anche spirito. … anche l’educatore è persona, che non può essere vero educatore se la sua personalità non può svilupparsi in tutti i suoi fattori; e questo spiega l’accoglienza che trovano proposte come questa….Non sembri forzato questo accenno alle radici dell’azione educativa: sono radici che affondano nell’insopprimibile ricerca del Bello e del Vero.”

     

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