Conclusi i solenni festeggiamenti in onore della Madonna di Porto

La grande partecipazione popolare ha raggiunto il suo culmine con il pellegrinaggio a piedi nella notte tra il lunedì e il martedì di Pentecoste

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    Con il consueto pellegrinaggio del martedì di Pentecoste, partecipato da una moltitudine di fedeli, si sono conclusi i solenni festeggiamenti in onore della Madonna di Porto Patrona della Provincia di Catanzaro, alla presenza dell’Arcivescovo Vincenzo Bertolone, assistito dal cerimoniere don Raffaele Zaffino e dal segretario don Francesco Candia.

    Le icone delle religiosità popolare di Porto sono rimaste anche quest’anno le stesse della tradizione secolare: tanti i devoti che hanno inteso rinnovare il desiderio di protezione, seguendo il corteo processionale che ha seguito il quadro della Madonna da Gimigliano a Porto, accompagnato dalla Banda Musicale SS. Salvatore. In questo senso la basilica di Porto continua a trasmettere e riproporre quei valori dell’affetto e della riconoscenza che sono l’espressione dominante di tanti racconti di situazioni umane, di tante sofferenze, anche travagliate, che hanno trovato conforto nella presenza dell’amore di Dio, grazie all’intercessione di Maria. Davanti alle centinaia di fedeli che hanno gremito il grande tempio mariano, monsignor Bertolone ha voluto consegnare un impegno forte ed importante, perché la manifestazione di fede popolare di questi giorni abbia un concreto ritorno nella vita quotidiana. In un messaggio consegnato a tutti i pellegrini, il presule ha ricordato ai fedeli di essere parte di “popolo che cammina e che camminando desidera raggiungere insieme una città che non finirà mai, senza pena né tristezza, città di eternità”.

    La grande partecipazione popolare ha raggiunto il suo culmine con il pellegrinaggio a piedi nella notte tra il lunedì e il martedì di Pentecoste: un momento di intensa spiritualità vissuta quest’anno con l’adesione della Basilica Mariana alla prima edizione nazionale denominata la “Notte dei Santuari”, denominata “Come se vedessero l’Invisibile”, un’iniziativa svolta in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana e il Collegamento Nazionale Santuari, del quale la Basilica di Gimigliano fa parte. Un evento che ha voluto rimarcare il forte valore simbolico che i Santuari hanno per la comunità cristiana e per l’umanità tutta. Ai pellegrini della notte è stata consegnata una luce attinta dalla lampada alimentata dall’olio offerto annualmente da un comune della provincia di Catanzaro.

    Il sacramento della riconciliazione è stato uno dei punti forti della festa grazie alla presenza di un nutrito gruppi di sacerdoti diocesani disponibili all’ascolto e sensibili al mandato di amministrare la misericordia di Dio. Numerose le autorità civili presenti al solenne pontificale presieduto da monsignor Vincenzo Bertolone, accolte dal presidente del consiglio di amministrazione don Vincenzo Zoccoli, dal rettore Padre André Anguyo dei Missionari Servi dei Poveri e dal parroco di Gimigliano don Orlando Amelio: tra queste una delegazione della Regione Calabria con l’assessore Angela Robbe, l’assessore della Provincia di Catanzaro Giuseppe Pisano, il sindaco di Gimigliano Laura Moschella. Presenti anche la Reale Arciconfraternita dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista dei Cavalieri di Malta ad Honorem in Catanzaro, una delegazione della sezione provinciale dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato e il gruppo di preghiera “Cammino di Porto”.

    Presente anche il vicario episcopale don Gesualdo Luca. Particolarmente apprezzato il servizio di animazione liturgica coordinato dal coro della Basilica (guidato da Maria Comità, Francesco Costa e Francesca Gualtieri) e dal diacono Andrea Arcuri. L’associazione “Amici del Santuario di Porto” e la Pro Loco di Gimigliano hanno prestato servizio di accoglienza e di ristoro durante il pellegrinaggio notturno a Cavorà e all’arrivo a Porto. Treni speciali delle Ferrovie della Calabria collegheranno Gimigliano e Porto su tutta la linea Catanzaro Lido – Soveria Mannelli, Rogliano e Cosenza. L’ordine pubblico è stato garantito dalla presenza dei carabinieri, dei vigili urbani e dei vari gruppi di volontariato.

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