Sul nome dei consulenti (e su tanto di più) frana la maggioranza

Forza Italia vorrebbe “scaricare” il sindaco, ma Abramo sembra avere già le “stampelle”

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    Motivi amministrativi e motivi politici. C’è questo dietro i dissapori tra Forza Italia e il sindaco Sergio Abramo. Da 48 ore le ipotesi si rincorrono. Ma tutto sembra riportare ad un unico ragionamento. Che si può, in parte, leggere tra le righe del dirompente comunicato degli assessori e dei consiglieri comunali del partito di Berlusconi. Sopratutto nella parte in cui si parla di consulenti poco “graditi” agli azzurri e scelti, invece, dal sindaco. Stando alle indiscrezioni il riferimento pare riportare al nome di Tonino De Marco, professionista su cui, sicuramente, Abramo ha voluto far affidamento senza sé e senza ma. Ebbene pare che, questa come altre scelte di natura amministrativa, siano risultate poco “gradite” agli azzurri, certamente per motivazioni politiche e non di competenza del professionista in questione il cui valore è fuor di dubbio. A questa discrasia si è poi aggiunto quanto concretizzatosi il 13 giugno, giorno in cui ad accogliere Occhiuto a Catanzaro c’era solo il Partito azzurro. Ebbene da quel giorno il desiderio di autonomia politica di Abramo è divenuta una prospettiva tutt’altro che remota. Anzi. Talmente concreta da scatenare l’ira del suo stesso partito. Tanto più se si considera che, con il ripescaggio di Merante e Trifiletti e l’eventuale appoggio di qualche consigliere di minoranza “ri” affascinato dal centrodestra o motivato dal desiderio di rivalsa nei confronti di FI, il sindaco potrebbe addirittura pensare ad una maggioranza senza la sfumatura dell’azzurro. Ipotesi e indiscrezioni che solamente il tempo potrà confermare o smentire. 
    Alessia Burdino

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