Dipendenze, 8 ospiti del Ccs di Catanzaro restituiti alla vita (VIDEO)

A Villa Emilia sede della comunità per anni presieduta da Don Mimmo Battaglia la tradizionale, sobria e magica, cerimonia delle graduazioni

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    di Roberto Tolomeo

    Quando sta per terminare il suo messaggio di saluto e ringraziamento, Gianluca si fa portare una busta, una di quelle grandi da negozio di abbigliamento. La consegna all’operatore che per anni l’ha seguito nel suo percorso di recupero al Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro. Al suo interno un giubbotto nuovo. Qualche anno prima ne aveva rubato uno proprio a quell’operatore dalla sua macchina parcheggiata poco lontano dal cancello di Villa Emilia su viale Isonzo. Quel dono, ovviamente, è molto più di un risarcimento, di una restituzione differita del maltolto. Quel regalo è il simbolo di una svolta, di un cambiamento di vita. Lui, che per tre volte aveva tentato di abbandonare le sue dipendenze e sempre ci era ricascato, non credeva che questo mutamento si sarebbe mai concretizzato. Eppure quel momento è arrivato.  E come lui, anche gli altri sette che oggi a Villa Emilia hanno concluso positivamente il loro percorso di riabilitazione, avevano iniziato la loro permanenza al Centro con addosso una quantità industriale di insicurezze.

    Sobrietà e magia La chiamano cerimonia della graduazione la festa organizzata ogni anno il 26 giugno  dedicata a chi come loro ce l’ha fatta. Per il Centro una tradizione che viene fatta coincidere con la giornata internazionale contro le droghe. Un momento sobrio e magico nello stesso tempo per la Comunità per anni presieduta da Don Mimmo Battaglia. Tutto diventa positivo, persino il furioso acquazzone che costringe alla temporanea sospensione dell’evento pare completare la catarsi, quasi a voler spazzare via le ultime residue insicurezze degli ospiti che stanno per essere restituiti alle loro famiglie e alla loro vita. Questa data, questa ricorrenza – spiega Claudio Falbo che presenta  l’evento–non è un compleanno, non è un Natale è una vera Pasqua di Resurrezione’.

    Risurrezione E in fondo come chiamarla se non risurrezione quella di Francesco padre di famiglia che ha trovato in sua moglie e nei suoi figli la forza di completare il suo percorso e arrivare alla determinazione di continuare a dare una mano come volontario al centro? Come definire diversamente la rinascita di  Manuela che tra mille momenti di difficoltà ha re-imparato, come ha confermato il ‘suo’ operatore ‘a volersi bene a mettere sé stessa al centro della propria vita’ persino a riapprezzare quella musica che aveva iniziato a studiare e che per troppo tempo aveva messo da parte?  Ma in realtà ciascuno degli otto può raccontare una storia di cambiamento. “Erano tutti aridi quando sono entrati –sottolinea Isa Mantelli presidente del Ccs nel suo breve messaggio di saluto– poi i nostri operatori, volontari, educatori si sono dimostrati veri cercatori d’oro e questi sono i risultati’.

    L’approdo Altre testimonianze, sempre di ragazzi che hanno compiuto percorsi simili, sono quelli che si leggono tra le pagine della pubblicazione l’Approdo una rivista coordinata dal giornalista Oldani Mesoraca che è stata presentata dopo il solenne momento delle graduazioni. Non è un mancato poi un malinconico momento di riflessione. ‘Ha ragione Isa Mantelli – sottolinea ancora Falbo – quando dice che questi ragazzi sono per noi pepite d’oro, ma ce ne sono alcune che abbiamo perso per strada. Ecco, in questo momento di felicità penso sia giusto rivolgere un pensiero anche a loro”.

     

    In basso il servizio video curato da Antonio Capria

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