Emergenza ambientale in città, un esposto a Gratteri e al Prefetto

Iniziativa del consigliere comunale Sergio Costanzo

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    “Non ci è rimasto che rivolgerci al Procuratore Gratteri, l’unico punto di riferimento certo per i cittadini”. Così il capogruppo di “Fare per Catanzaro” motiva la sua decisione di inviare un esposto alla Procura della Repubblica (e per conoscenza al Prefetto Ferrandino) per denunciare la grave emergenza ambientale che tocca tutta la città – dai rifiuti all’acqua, dalla depurazione alla balneazione, dal mancato diserbo al degrado dei parchi pubblici.

    Secondo il consigliere comunale le ditte che avrebbero dovuto garantire alcuni servizi e che evidentemente non lo hanno fatto non sono state mai adeguatamente sanzionate con le penalità previste dai contratti.

    L’esposto inviato al procuratore Gratteri e al Prefetto Ferrandino segnala “la grave situazione di emergenza ambientale nella città di Catanzaro che sta arrecando minacce molto serie alla salute dei cittadini e creando condizioni di pericolo reali per l’incolumità pubblica. Situazione aggravata dalla calura estiva, dalla pessima gestione dei servizi, da un atteggiamento di irresponsabile superficialità da parte del Comune.
    Le situazioni di particolare emergenza sono: Il pessimo funzionamento del depuratore del Corace che sta ammalando il mare e ammorbando l’aria del quartiere Lido; l’invasione di animali di ogni genere e rettili in ampie zona periferiche della città; il degrado crescente praticamente in ogni zona della città, compreso il centro; il numero sempre crescente di discariche abusive sul territorio; l’inagibilità di marciapiedi e strade letteralmente inondate di erbacce e rifiuti. la qualità dell’acqua che scorre nei rubinetti, poiché in molte abitazioni continua ad essere erogata acqua giallastra e marrone; lo stato pietoso degli spazi verdi pubblici.

    “Si segnala continua Costanzo –  l’irresponsabilità dell’Amministrazione Comunale che, in presenza di tale disastro, non attiva i meccanismi contrattuali nei confronti delle due Imprese – Sieco e Verde Idea – che dovrebbero garantire i servizi di igiene del territorio, compresa la cura del verde e il diserbo.

    Ci sono tutti gli estremi per infliggere alle ditte inadempienti esemplari penalità e, quasi certamente, elementi per procedere alla rescissione dei contratti per gravi colpe. Niente di tutto questo. Tale atteggiamento complice ed omissivo trova riscontro nel fatto che l’Amministrazione non garantisce il confine tra controllore e controllati, con grave pregiudizio per gli interessi dei cittadini e della collettività”.

     

     

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