Celia: ‘Sugli stabilimenti balneari di Lido intollerabile sciatteria’

Il consigliere comunale: 'Vedo i cosiddetti lidi, definiti così nel linguaggio gergale, di ogni colore, ma soprattutto in qualsiasi stato. Dalla struttura più curata a quella fatiscente'

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    Riceviamo e pubblichiamo a seguire la nota a firma del consigliere comunale Fabio Celia

    “Scadenze termini, proroghe, polemiche, appelli o critiche nel caso di specie come ovvio rivolte all’assessore all’Urbanistica Modestina Migliaccio Santacroce, che dal canto suo interviene e precisa, però la verità è che la faccenda degli stabilimenti balneari di Lido resta uno sconcio. Senza ma e senza se. Altro che storie. Sì, perché sono la plastica raffigurazione di un pugno in un occhio. Uno sberleffo a quanti parlano di sviluppo sotto il profilo turistico del quartiere marinaro. Mi si deve spiegare infatti come si possa ciarlare di incentivo alle visite e agli ingressi da fuori regione e Paese, di un’area comunque bellissima, quando l’immagine che regala a quanti non siano del luogo, e quindi purtroppo assuefatti una certa deludente realtà, è eufemisticamente di intollerabile sciatteria. Una noncuranza palesata dagli operatori economici del settore che tuttavia si giovane delle maglie larghe di Palazzo De Nobili”.

    A parlare in termini tanto perentori, quasi caustici, è stato il consigliere comunale di Fare per Catanzaro Fabio Celia che – attraverso un comunicato stampa – ha sparato a palle incatenate contro gli organismi comunali preposti e gli imprenditori attivi nel settore balneare, soprattutto di quelli aperti a ridosso della zona del Corace. Un argomento su cui Celia non ha fatto sconti ad alcuno, non puntando il dito solo ed esclusivamente contro la parte politico-istituzionale a cui, però, ha addebitato responsabilità specifiche sotto il profilo del mancato intervento. Un immobilismo, o comunque un’eccessiva tolleranza, che ad avviso dello stesso consigliere non accettabile in ragione dei danni secondo lui arrecati a un comparto troppo importante per l’intero territorio cittadino. “Ascolto – ha chiosato – squilli di tromba sul rilancio di Lido, volano finanziario di tutto il capoluogo di cui decantare le sorti magnifiche e progressive. Bene, bravi, bis. Peccato, tuttavia, che poi io salga in auto o mi faccia una passeggiata a piedi lungo le vie di quello che è anche il mio quartiere e veda i cosiddetti lidi, definiti così nel linguaggio gergale, di ogni colore, ma soprattutto in qualsiasi stato. Nel senso che c’è una vasta gamma compresa tra la struttura più curata, persino alla moda, a la fatiscente con le vecchie assi di legno nemmeno pitturate non dico sostiuite con travi moderne. Sembra quasi, magari nell’arco di poche centinaia di metri, di stare in due località diverse: una curata e rispettosa di certi standard e l’altra indietro anni luce. Un fatto di fronte a cui non ci sono alibi”.

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