Francesco, cantautore catanzarese di 19 anni lancia ‘Tower Bridge’ foto

Scrive musica e parole di un pezzo destinato a far discutere 

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    di Gianluigi Mardente 

    Sai, la musica parte da lontano. La musica ce l’hai dentro già da bambino come fosse un cuore dentro una mente che si gonfia in stile palloncino e prima o poi è destinato a scoppiare. Scrivere una canzone è un’arte radicata dentro un uomo definito cantante ma che in realtà è un poeta che ha bisogno di note musicali per svuotare la sua anima in versi. La musica scuote emozioni , fa muovere il mondo che si pone domande senza risposta perchè in fondo la risposta è nell’amore. Catanzaro ha bisogno di una sua musica e di un suo talento, come ne esistono già tanti, per ritrovare se stessa e avere ancora la speranza di resurrezione. Bella, bellissima e tutta da ascoltare la nuova canzone di Francesco Basile, giovane cantante catanzarese destinato ad un futuro col microfono in mano e una poesia da scrivere ogni notte. Diciannove anni, studente universitario a Milano in “comunicazione e pubblicità: linguaggio dello spettacolo e musica”. Quando aveva 11 anni “mi sono appassionato della musica ascoltando rap italiano e gruppi come Marracash e Club Dogo. Insieme ad una amico, Antonio Giglio in arte Mt, che ora si occupa della produzione musicale del mio brano inedito, abbiamo iniziato a sviluppare qualcosa. Abbiamo iniziato a sognare, abbiamo iniziato a scrivere e suonare. Da quel giorno ho scoperto la mia vita, il motivo della mia esistenza”. I primi passi non sono semplici e Francesco studia da autodidatta, suona e canta per riempire se stesso e non ha ancora un progetto chiaro. “A 16 anni – ci dice – ho tirato fuori il primo inedito di rap italiano e ho subito constatato che piaceva a molte persone che avevano avuto il piacere di ascoltarla. Ma erano musica e parole di nicchia, per un pubblico troppo ristretto. Allora ho capito che dovevo far partire un nuovo progetto, viaggiare tra Milano e Catanzaro per stare in studi di registrazione e cambiare stile per trovare me stesso come cantautore. Un lungo anno di lavoro mi è servito per tirare fuori la nuova canzone, Tower Bridge”.

     

    L’INEDITO, TOWER BRIDGE: Il testo sembra malinconico, in realtà contestualizzato con la musica diventa non solo orecchiabile ma anche teneramente e pazzamente ballabile. “Volevo essere sicuro che fosse il pezzo giusto, quello della mia consapevolezza da cantante e consacrazione interiore. Oggi sono più vicino al pop che al rap. Le emozioni forti che ho sentito mentre scrivevo il pezzo mi hanno fatto capire che andavo verso la direzione giusta e la gente che mi ferma per dirmi che ogni volta che sente la canzone percepisce un’emozione diversa è il vero successo. Il testo non ha un significato lineare: sono molti momenti messi insieme, tante foto e tanti pensieri che si mescolano in un vortice di emozioni”. Certo, alcune frasi colpiscono veramente e ti invitano a soffermarti sullo stato d’animo di un ragazzo che ascolta De Andrè e Lucio Dalla descrivendo il primo come un visionario. Scrive: “Maledetto mondo, che mi fa sbagliare. Siamo angeli in cerca di pace terrena, danziamo sul corpo dei diavoli. Gireremo il mondo sopra un’astronave, senza gravità ma con una storia tridimensionale”. Parole da capire e interpretare, ognuno a suo modo e ognuno con il suo pensiero. La certezza di Francesco è che “partirò per Milano per poi ritornare, perchè devo formarmi e conoscere il diverso per completarmi e poi ritornare nella mia terra e dare il mio contributo. Sono catanzarese ed è qui che voglio far musica”. Sogni nel cassetto? “Riempire palcoscenici importanti e vedere il Ceravolo sempre pieno, anche quando il Catanzaro va male”. Anche queste sono emozioni, da vivere e da cantare. In bocca al lupo Francesco.

     

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