Cinema: sul set di Calibro 9 (CON FOTO e 4 VIDEOINTERVISTE ESCLUSIVE) foto

Il regista D'Angelo: 'Territorio meraviglioso, scenari unici, un’accoglienza mai avuta prima con altri film. Speriamo di poterci tornare in futuro' GLI SCATTI DAL SET

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    di Domenico Iozzo

    Territorio meraviglioso, scenari unici, un’accoglienza mai avuta prima con altri film. Speriamo di poterci tornare in futuro. Sono parole importanti quelle che Toni D’Angelo, regista di “Calibro 9”, ha speso arrivati quasi al termine delle due settimane di riprese del film a Catanzaro. Lo abbiamo incontrato, insieme al cast, durante una pausa sul set allestito a Giovino, tra l’ombra della pineta e il caldo della spiaggia e del mare. La troupe è al lavoro da giorni con ritmi frenetici per girare parte del lungometraggio che è il sequel del poliziesco cult degli anni ’70, “Milano Calibro 9”.

    La storia si propone di tracciare un ponte ideale tra il primo celebre racconto di Fernando Di Leo sulla malavita organizzata e il contesto criminale della ‘ndrangheta di oggi. Una coproduzione italiana, belga, russa e tedesca targata Minerva Pictures Group, con Rai Cinema e Gapbusters (Belgio) ed il contributo del MIBAC e della Calabria Film Commission. Catanzaro per la prima volta si è trasformata in set cinematografico grazie all’intuizione di Gianvito Casadonte che è riuscito a strappare la disponibilità del produttore Gianluca Curti a girare nel Capoluogo. Da Palazzo de Nobili fino al Porto e a Giovino, passando per la cava di un cementificio, le strade di Germaneto e Viale Emilia dove sono state girate le scene action, fino agli ultimi ciak previsti domani al cimitero e al Policlinico universitario.

    Una scommessa che ha offerto l’occasione non solo di valorizzare l’immagine del territorio – grazie al prezioso supporto dell’amministrazione comunale e degli altri enti interessati – ma anche per coinvolgere decine di professionisti, tecnici, aziende e strutture locali che hanno contribuito, ciascun nel proprio ruolo, a dare vita alla grande macchina chiamata cinema con un indotto importante dal punto di vista economico e produttivo.

    “La città di Catanzaro sarà ben riconoscibile”, ha affermato il regista raccontando che nel suo film on the road, dalla Calabria a Milano fino al Belgio, tanti saranno gli angoli da esplorare del nostro territorio. Grazie alla disponibilità della produzione, abbiamo intervistato in esclusiva due dei protagonisti, Marco Bocci e Ksenia Rappoport, a bordo dei loro camper intenti ad ultimare trucco e abiti. Il primo, da quando è arrivato a Catanzaro, è diventato “bersaglio” delle attenzioni delle fans alla ricerca di selfie. “Ho già lavorato in Calabria – ci ha raccontato – ma purtroppo con questi ritmi si riesce a vedere poco la città. L’affetto della gente fa sempre piacere, non si riesce a dedicare abbastanza spazio a chi vorrebbe salutarti, spero che la gente verrà a vedere il film”.

     

    Per Ksenia, salita alla ribalta del nostro cinema con “La sconosciuta” di Tornatore, ciò che rimarrà più impresso di questa esperienza a Catanzaro è il caldo – “micidiale, per me, da russa, è veramente difficile sopportarlo” – ma anche il borgo di Stalettì, “con le signore del posto che hanno partecipato alle riprese e le buonissime granite”, e gli angoli di natura “selvaggia dove, tra sole e mare, tutto cresce”. Il produttore esecutivo, Gabriele Guidi – ringraziando tutto il personale che ha collaborato in loco, ben coordinato da Raffaele Bitonte – ha così sintetizzato la felice esperienza promettendo un ritorno a Catanzaro nei prossimi mesi per la presentazione del film: “Questo è un territorio nuovo a simili operazioni – ha detto – abbiamo incontrato grande disponibilità da parte di tutti gli enti privati e istituzionali che ci hanno accolto sopperendo alla giustificabile mancanza di conoscenza del mestiere con tanto cuore ed entusiasmo”. 

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