In libreria ‘Mi abitavi dentro’ del catanzarese Francesco Cristofaro

Il giovane e talentuoso scrittore hsostiene che la scrittura è molto di più di un mezzo per comunicare o una forma artistica: per lui è una compagna di vita e anche una cura

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    E’ uscito in questi giorni per le Edizioni La Rondine “Mi abitavi dentro”, la nuova fatica letteraria di Francesco Cristofaro, giovanissimo catanzarese non nuovo alla scrittura. Un paio di anni fa era infatti uscito, sempre per La Rondine, “Distanze”, ed era stato un piccolo caso, con un discreto successo che ha creato molte aspettative, tanto che il secondo libro è stato comprato da tanti, fin da subito, accolto in maniera entusiasta.

    «Mi dispiacerebbe se non venisse letto – ha ammesso Francesco, in merito alla paura di disattendere quelle aspettative -, più che altro perché ci sto investendo molto a livello personale, lì c’è parte della mia vita, seriamente». Sì, perché il rapporto con la parola, da parte di Francesco, è stato sempre necessario prima di tutto per se stesso, poi per gli altri, e non lo ha mai nascosto: non è stato dunque il suo pubblico di lettori a spingerlo a scrivere ancora, perché un secondo romanzo l’avrebbe scritto comunque. «Avere 10mila follower è un numero già importante – commenta -, ma per me riuscire a convincere anche solo una persona di ciò che voglio dire, è abbastanza». Francesco ha sempre sostenuto che la scrittura è molto di più di un mezzo per comunicare o una forma artistica: per lui è una compagna di vita, che poi sia anche una terapia, una cura, è secondario.

    «Diciamo pure che il concetto di terapia si è evoluto – spiega -, il mio amore è sempre quello, ma è cambiata la consapevolezza dell’effetto delle parole, la metto dentro questo romanzo, è un pezzo di pelle mia, che mi appartiene». La protagonista del romanzo è Giulia, una giovanissima alle prese con gli esami di maturità che nel corso del trama incontrerà «cose della vita e da ragazzina dovrà fare i duri conti con la vita»: di più non vuole dire, Francesco, perché il suo libro va prima di tutto letto, non raccontato. E mentre è alle prese con l’organizzazione delle prime presentazioni di “Mi abitavi dentro” – presto anche a Catanzaro, il primissimo appuntamento è però a Roma alla Galleria Voltaire, dove interverrà anche Claudia Venuti, che ne ha curato la prefazione -, l’autore prosegue con gli studi universitari, e non lascia neanche un secondo la scrittura, pure in forme diverse dal romanzo: da qualche tempo si è anche cimentato con i testi di canzoni. Resta il fatto che comunque «la scrittura continua a curare, lo ha fatto come un miracolo. Il mio passato è stato salvato dalla scrittura, l’ho capito mentre scrivevo ed è stata un’emozione». «A volte può fare paura – ha concluso -, ma vorrei che si sapesse che nello scrivere si può essere fieri, scrivere ti rende felice». E Francesco è felice? «Sì, lo sono. Molto».

    Carmen Loiacono

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