Celia su randagismo: ‘In società civile animali sono regolamentati’

Il consigliere comunale di Fare per Catanzaro tornando sull'argomento chiede un tavolo di concertazione

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“Excusatio non petita, accusatio manifesta…”. Così il consigliere comunale di Fare per Catanzaro, Fabio Celia, interviene con una nota per precisare un suo comunicato sul randagismo diramato ieri.

“No non cerco di scusarmi – scrive Celia -, ma ritengo sia doveroso spiegare il perché della mia precedente uscita sul problema del randagismo.
Voglio infatti spiegare perché ho ritenuto un mio dovere intervenire evidenziando che in una società evoluta e civile i cani così come tutti gli altri animali devono essere considerati alla stregua degli esseri umani. Ed è proprio per questo che così come gli esseri umani devono sottomettersi alle regole, gli animali devono essere allo stesso modo regolamentati, la libertà è ciò che la legge permette di fare, perché una società senza leggi non è una società.

La polis greca infatti si distingueva dal resto del mondo barbaro e quindi zotico proprio attraverso le leggi. Tuttavia la legge è sempre oggettiva e mai soggettiva e questo perché è al di sopra di ogni forma di umano sentimentalismo, non c’è odio nella legge, non c’è amore, non c’è rabbia, non c’è passione, e la stessa cosa non può che essere  detta della politica.
Un politico, se tale vuole essere, deve sentirsi scevro da ogni sentimento e risentimento, perché solo in questo modo il suo genio può compiersi e compiacersi nella natura politica.

L’arte della politica – aggiunge Celia – non è cosa che tutti possono esercitare e altresì vero, però, che tutti ritengono di poterla esprimere. Ma non è così, solo lo studio quotidiano, l’abnegazione verso il sacrificio e la costante lungimiranza possono permettere a qualsiasi uomo di conoscere l’arte della politica, e per l’appunto ritornando ai nostri amici a quattro zampe ritengo sia doveroso da parte dell’amministrazione occuparsi del problema, magari cercando delle soluzioni insieme a chi di animali se ne occupa con amore e passione, con chi si è preparato con impegno e sacrificio alla cura e tutela della loro vita.

Avrei infine potuto esprimere quella che è la mia proposta, perché un’idea io me la sono fatta per come potrebbe essere risolto il fenomeno, ma mi sarei contraddetto su quello che finora ho scritto, quindi – conclude Celia – chiedo all’amministrazione comunale e in primis all’assessore di competenza di promuovere un tavolo di concertazione con tutti gli interessati in modo da vedere per prima cosa chi ha veramente a cuore il problema e poi per riuscire a risolvere l’ormai annoso problema. Io amo gli animali, soprattutto i cani, e di certo non è mia intestazione farli marcire in un canile”.
 

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