Catanzaro, prima lezione alla Sud Summer Economics School

Rievocata la figura di don Carlo De Cardona, prete e alfiere del meridionalismo cattolico, fondatore di banche e cooperative

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    A inizio di sessione, Cleto Corposanto, preside di Sociologia all’UMG, si lascia andare a una battuta niente male. Quando, dopo avere esternato l’orgoglio di essere a capo dell’unica facoltà con sede nel centro storico di Catanzaro dice: «I campus sono belli, ma stanno meglio in America». E su questo non ci piove. Non pioverà nemmeno, si spera, sull’andamento della Summer Economics School che, dopo l’apertura odierna, si svilupperà da lunedì a venerdì »a Palazzo Fazzari su Corso Mazzini – dice il preside – con un tocco di creatività che ci consente per primi di entrare in un palazzo storico della città dopo la sua chiusura». La Summer School, precisa Corposanto, é stata promossa dall’associazione culturale “Aschenez”, con il sostegno della Regione Calabria, e portata avanti da lui stesso, Sergio Bruni e Ugo Marani  economista formato e affermato a Napoli ma nato a Catanzaro, che gli ha dato l’input di tenere il breve corso a Catanzaro, in centro, coinvolgendo studenti catanzaresi e napoletani, dovrebbero essere 35 in tutto, ospitati gratuitamente per l’intera prossima settimana, vitto e alloggio compreso. Un “miracolino”, sorride Corposanto rivolgendosi a monsignor arcivescovo Bertolone, senz’altro più titolato a rinvenire tracce di soprannaturale nelle cose di tutti i giorni. Per quanto, anche lui, con il cognome che porta … La battuta è sempre di Corposanto.

    La Sud Summer School è partita con una lezione dedicata a don Carlo De Cardona, prete in anticipo sui tempi, nato a Morano Calabro nel 1871 e morto, sempre nella città del Pollino nel 1954quasi dimenticato. Ma la sua è stata una fulgida figura di meridionalista cattolico, attivo in politica, tanto da essere tra i fondatori del Partito Popolare in Calabria, ma attivissimo nel campo dell’economia sociale. Ordinato prete a Cosenza da monsignor Sorgente, creò dal nulla molte cooperative agricole e molte banche rurali, quelle che oggi sono le banche di credito cooperativo. La prima fa nascere fu quella di Bisignano, dopo un comizio del nostro: quattordici soci che firmarono la cooperativa di credito basandosi sulla fiducia e su nient’altro. Quattordici soci ma dodici firme, perché due soci erano analfabeti. Questo approccio sociale riuscì inviso a molti, sia appartenenti alle gerarchie ecclesiastiche, sia alle parti socialiste. Ma il vero motivo della sconfitta di De Cardona fu l’avvento del fascismo che assorbì con legge dello Stato le attività bancarie rurali. De Cardona si esiliò a Todi prima di tornare a Morano. È attualmente in corso la causa di beatificazione. 

    Sono intervenuti su De Cardona monsignor Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro, Katia Stancato economista sociale, Federico Bria della BCC Mediocrati, e don Salvino Cognetti, componente del Consiglio Pastorale della diocesi di Catanzaro e Sergio Bruni, economista all’Unical.

    Lello Nisticò

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