Food mio caro food. Il centro città preso per il palato III PUNTATA foto

Terza tappa tra i sapori le tradizioni e le novità di un centro storico sempre più votato al buon bere e al buon mangiare CONTINUA

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    di Laura Cimino

    Metti una sera in Spagna, a Malaga, tra una ‘tapa’ e un’altra. Tra l’amore che gira e la domanda ‘cosa farò da grande’? E poi l’intuizione. La risposta: ‘Ma perché mai ce ne dovremmo andare? Noi amiamo i borghi e il borgo ce l’abbiamo a Catanzaro. Il locale lo apriamo nel centro storico. Altro che Malaga. E ci mettiamo quello che siamo. Io la Calabria. Tu la Sicilia’.

    Così i due giovani sposi, Roberta Biamonte di Catanzaro e Antonino Calarco di Messina, conosciuti a Cutro, inizialmente lei receptionist lui direttore d’albergo, hanno l’idea e la mettono in pratica di creare un locale di prelibatezze calabresi e siciliane. E nasce ‘Le Slurperie Bistrot’. Lo fanno in un luogo proprio conosciuto in città. Nella ex storica ‘putica’ di Pepè, che quasi sembra ancora sentire l’odore del morzello nei vicoli di piazza Roma quando ci passi. Nel locale hanno tenuto una foto in onore di Pepè e una poesia sul muro.

    Ma nel solco della tradizione Roberta e Antonino, che cucinano insieme e gestiscono il loro locale, hanno messo tanti ingredienti nuovi. In una felice contaminazione di sapori forti del Sud.

    ‘Qui nei vicoli di Catanzaro – racconta Roberta – si può mangiare pane e panelle proprio come a Palermo, il brioscione palermitano fatto da noi, l’arancino siciliano, la pasta alla Norma, il tortino di alici, la caponata, la pasta con alici e capperi, per dirne qualcuna, per passare ai sapori più nostrani, con delle ottime produzioni da Mesoraca tra ‘nduja, salumi, piatti tipici catanzaresi, birra artigianale tedesca ma vini rigorosamente siciliani e calabresi’.

    Le Slurperie – precisa Roberta – è proprio un bistrot alla francese. E spiega perché. ‘Il bistrot è un luogo di passaggio, puoi venirci a pranzo o a cena, fermarti per una cioccolata calda, per sfogliare un libro, per bere un calice di vino con un’amica, o restare a prendere un aperitivo siciliano, o fermarti a cena al ristorante anche al piano di sopra. Liberamente. Senza vincoli’.

    Stagionalità e genuinità sembrano essere proprio la parola d’ordine nella storia che si va delineando con questa terza puntata, di un centro storico di una città sempre più votato al food, LEGGI QUI ANCHE LA PRIMA E LA SECONDA PUNTATA– oltre all’accoglienza, la cordialità e il far sentire l’ospite come a casa propria. Altro elemento di ‘catanzaresità’ che i più bravi sono capaci di portare nelle loro attività.

    E quindi come non fare un salto al Pub Mallard, con Silvano che gestisce dal marzo 2007, quindi già da dodici anni, e Annalisa sua stretta collaboratrice dal 2015, questo locale che fu inaugurato nel cuore del centro città, in una posizione strategica, via XX settembre che sbuca sul Corso, il 18 dicembre del ’98. Un pub che spegne le luci della città, uno degli ultimi a chiudere di notte, in cui lavorano cinque persone, tra birre artigianali, birre Guinness (esclusiva), prezzi molto competitivi, atmosfera familiare, ambienti tipici e curati. ‘I nostri clienti qui si sentono a casa, sono amici nostri, qui vengono anche a bere e a mangiare da soli, normalmente, come nella cucina della propria casa’. Il giovedì con il mitico ‘Kararock’ la birra è ancora più buona con la musica del Mallard che si diffonde su via XX Settembre e mette allegria. Il pub è uno dei locali in città più conosciuti, vista la ventennale esperienza.

     

    Un’altra prova di un centro storico che nel food e nel buon bere ha sempre investito trovando una connotazione che si delinea sempre di più e che caratterizzerà, ad esempio, insieme al momento più propriamente religioso, anche la festa di San Vitaliano nei prossimi giorni. Oltre alle birre, la rosticceria (di tutti i tipi) l’antipasto Mallard. ‘Un piatto che incuriosisce perché non è mai uguale, un mix tra cibi caldi e freddi’ – raccontano Silvano e Annalisa , e poi pizze, piadine, panini, insalate per tutti i gusti. Storie e vite di tanti catanzaresi che si sono intrecciate per anni tra questi tavolini, primi appuntamenti e amori nati qui, con foto con la birra poi in abito da sposa. Per festeggiare e ricordare.

    Cambiamo zona, sempre nel centro storico, e cambiamo anche genere, dal bistro al pub alla pizzeria. Il gusto del food in centro ci porta questa volta ad un giovane catanzarese che ha deciso di investire, anche lui, decisamente, sul centro storico. E’ Francesco Leone, ha 26 anni e le sue pizze hanno già conquistato il passaparola. (qui nella foto insieme alla madre e ad alcuni clienti)

     

    ‘L’antico pozzo’ è stato inaugurato l’anno scorso. Esattamente il giorno di San Valentino. ‘Sono nato e cresciuto vicino a villa Trieste, sarà per questo senso di appartenenza che ho deciso di restare e credere in un centro storico che amiamo e molti ragazzi come me, con altre attività in centro sempre in tema ‘food’ ci stanno investendo come dimostra anche il servizio a puntate di Catanzaroinforma.it.

    Ecco allora gli ingredienti vincenti. Quelli a chilometro zero. ‘Noi puntiamo sulla stagionalità – racconta infatti il giovane pizzaiolo –e sui prodotti di alcuni terreni che coltiviamo noi stessi. Ecco allora le frittelle di zucca, le verdure locali, le patate e peperoni, i calzoni, la rosticceria ‘mordi e fuggi’ e soprattutto il molto apprezzato morzello di mamma, i miei genitori lavorano con me in una gestione familiare, le patate silane, i prodotti freschi per la pizzeria che è tipo quella napoletana’.

    ‘L’antico pozzo’ perché – come si può vedere all’interno del locale – qui vi era forse una vasca di raccolta delle acque piovane che probabilmente era un collegamento alle vicine Gallerie del San Giovanni’. Un altro pezzo di storia della città questo locale che era rimasto chiuso per sette anni fino alla nuova gestione. ‘Crediamo nella qualità e pensiamo che il lavoro onesto possa contribuire a valorizzare e rilanciare come merita il bel centro storico di Catanzaro’ dice Francesco. Il nostro viaggio nel food che connota tra tradizione, cibi esotici, specialità regionali e nostrane il centro città proseguirà allora nei prossimi giorni.

    (CONTINUA)

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