‘Noi precari della legge regionale 1/2014 senza contratto nè tutele’

Una lettera pubblica al governatore Oliverio e ai sindacati: 'Noi non siamo un bacino autonomo e disgiunto rispetto a quello della L.R. 1/2014 e impropriamente veniamo definiti precari della legge 12/2014'

Più informazioni su


    Riceviamo e pubblichiamo il documento integrale a firma di alcuni lavoratori precari della Regione Calabria che chiedono una corretta interpretazione e soluzione lavorativa della loro vicenda

    La presente lettera origina dall’approvazione della Legge Regionale n.29/2019 avente ad oggetto “Storicizzazione risorse del precariato storico”, si propone lo scopo di chiarire in via definitiva la grave situazione nella quale versano gli scriventi, riconosciuti – dopo ben cinque anni di istruttoria – precari della Regione Calabria in attuazione della Legge Regionale n. 1/2014, giusto Decreto Dirigenziale n. 2523 del 04.03.2019. In via preliminare, si precisa – per com’è noto – che la Legge Regionale n. 12/2014 rappresenta una Legge di interpretazione autentica della L. R. n. 1/2014, sicché gli scriventi appartengono – a pieno titolo – al bacino di precariato di cui all’Elenco regionale istituito in attuazione della Legge testé citata, avendo legittimamente partecipato – possedendone i requisiti – all’Avviso pubblico adottato con Decreto Dirigenziale n.377 del 22.01.2014 “finalizzato all’inserimento negli elenchi regionali di lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità e dei lavoratori di cui alle leggi regionali 15/2008 28/2008 e 8/2008”.

    Sotto tale aspetto, ne discende che l’espressione “elenchi dei lavoratori di cui alla legge 12/2014” (citata nell’oggetto del Decreto n.2523 sopra richiamato e che, peraltro, viene utilizzata anche negli ambienti regionali) non appare del tutto appropriata, potendo ingenerare nel lettore la convinzione che gli scriventi appartengano ad un bacino autonomo e disgiunto da quello di cui alla L.R. 1/2014. Invero, gli scriventi rappresentano – a pieno titolo – i lavoratori di cui alla Legge Regionale n.1/2014.

    Tanto chiarito, si richiama all’attenzione la posizione degli scriventi che risulta gravemente lesa e pregiudicata dal modus operandi dell’amministrazione che, ad oggi: a) ha già procrastinato l’inserimento degli scriventi nell’Elenco regionale di cui alla L.R. 1/2014, ledendone la posizione giuridica, tenuto conto che la definizione dell’istruttoria correlata all’Avviso pubblico è stata suddivisa in diverse fasi temporali: lA fase: una prima fase si è conclusa con la pubblicazione del Decreto dirigenziale n. 13980 dell’11.12.2017 “Approvazione elenchi regionali dei lavoratori di cui alla legge Regionale 13 gennaio 2014 n.l” al quale ha fatto seguito la pubblicazione del Decreto n. 10031 del 14.09.2018 ( di approvazione della graduatoria di n.282 lavoratori di cui alle leggi regionali 28/2008 e 8/2010 definita ai sensi della Legge 1/2014) e del Decreto Dirigenziale n.11445 del 16.0.2018.

     Quest’ultimo decreto – che integra l’elenco di cui al Decreto n.10031 del 14.092018 – riconosce l’inserimento nell’elenco regionale di cui alla L.R. 1/2014 di cinque lavoratori contrattualizzati a tempo determinato a decorrere dal 2014 con Azienda Calabria Lavoro e che, a ben vedere, però, non avevano presentato istanza di inserimento nell’elenco di cui all’Avviso pubblico di cui alla Legge 1/2014 e/o avevano presentato istanza fuori termine (cosi è dato leggere nell’allegato A al sopra richiamato decreto); llA fase: una seconda fase che registra la contrattualizzazione a tempo indeterminato di n.287 lavoratori (confluiti nell’Elenco regionale di cui alla L.R. 1/2014) dal mese di gennaio 2019, con evidente disparità di trattamento rispetto a chi appartiene al medesimo bacino di precariato e che, a gennaio 2019, ancora non era stato decretato; lllA fase: una terza fase che ha visto la nomina – con decreto 11771 del 22.10.2018 – di una Commissione per la valutazione delle domande presentate dagli scriventi.

    Dette istanze sono state definite all’interno dell’atto amministrativo quali istanze “pervenute ai sensi della L.R. 12/2014. A ben vedere, però, trattasi di una citazione non appropriata, poiché le domande sono pervenute ai sensi dell’Avviso pubblico di cui alla L.R. 1/2014. Peraltro, la Commissione – all’uopo nominata – ha limitato la propria attività “ad una presa d’atto dell’attività istruttoria svolta, valutandone la completezza”, acquisendo in data 27.11.2018 con nota prot.n.401993 gli elenchi contenenti i nominativi dei soggetti da inserire nell’elenco regionale di cui alla L.R n.1/2014, limitatamente alle posizioni individuate dalla L.R. n.12/2014.

    Ne discende, dunque, che dalla nomina della Commissione (che ha solo preso atto di un’attività istruttori svolta dall’ufficio) all’approvazione degli elenchi di cui al Decreto n.2523 del 04.03.2019, son trascorsi ulteriori cinque mesi! b) pur dopo avere approvato – con Decreto n. 2523 del 04.03.2019 – due allegati (Allegato A con l’indicazione di n.41 nominativi di lavoratori che già al 31.12.2007 avevano due anni di attività alle dipendenze di enti interamente partecipati dalla Regione Calabria ed allegato B con l’indicazione di n. 62 nominativi di lavoratori che avevano svolto due anni di attività successivi al 2007 alle dipendenze di enti partecipati interamente dalla Regione Calabria) contenenti i nominativi dei lavoratori precari che devono confluire nell’Elenco regionale di cui alla L.R. n.1/2014, con una nota trasmessa nel mese di giugno 2019 (ovvero dopo ben tre mesi dall’adozione del decreto n. 2523 !!) richiede ai lavoratori inseriti nell’allegato B una autocertificazione che attesti l’esistenza di un rapporto di lavoro alla data dell’8.07.2014.

    La richiesta, per come si legge testualmente nella nota, sarebbe finalizzata ” alla riformulazione’’ dell’elenco B sulla scorta della considerazione che ” la lettera della legge n.12/2014 estende la possibilità di entrare negli elenchi regionali del precariato ai lavoratori che siano in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge e che detto requisito dev’essere valutato al momento dell’entrata in vigore della stessa legge di interpretazione autentica (08/07/2014) e non al momento dell’entrata in vigore della legge n. 1/2014 come in precedenza ritenuto dalla Commissione di valutazione”; c) oggi rimette in discussione – mediante una mera nota – un requisito stabilito all’interno di un Avviso pubblico risalente all’anno 2014 e di cui la Giunta Regionale ha preso atto con la Deliberazione n.16/ 2018.

    E, tanto, pur dopo avere approvato – a marzo 2019 – gli elenchi dei lavoratori che hanno pieno titolo all’inserimento nell’elenco regionale di cui alla L.R. 1/2014; d) lede la posizione dei lavoratori di cui all’allegato B per l’ipotesi in cui non tutti i lavoratori siano in possesso del nuovo requisito richiesto; e) lede – ancor più – la posizione di quei lavoratori – come gli scriventi – che sono inseriti nell’allegato A e le cui sorti, però – ai fini della stabilizzazione – sembrerebbero legate, almeno da quanto è emerso durante la seduta consiliare del 24 giugno scorso, alla definizione di detta ulteriore istruttoria correlata ai lavoratori dell’allegato B.

    Al riguardo non sono stati forniti tempi certi di definizione e, soprattutto, non si registrano garanzie per l’eventuale procrastinarsi della procedura di definizione nella denegata ipotesi dovessero aprirsi nuovi contenziosi, stante il nuovo requisito richiesto per l’inserimento nell’allegato B; f) approva una Legge recante “storicizzazione risorse del precariato storico”, indicando all’art.l i lavoratori di cui alla l.r. 1/2014 senza però, di fatto, inserire – all’interno della medesima legge – le risorse anche per gli scriventi che – giova ricordarlo – sono precari della Legge Regionale 1/2014. Sotto tale aspetto risulta del tutto evidente l’illegittimità costituzionale della Legge approvata!!

    Tenuto conto che alla data di pubblicazione del Decreto n. 2523 del 04.03.2019 il numero dei precari da inserire nell’Elenco regionale di cui alla L.R. n.1/2014 era ben noto, l’amministrazione avrebbe dovuto tenere conto anche delle somme necessarie per la stabilizzazione dei 103 lavoratori e, tanto, in disparte dalla circostanza, più o meno possibile, che detto numero fosse destinato a subire o meno una lieve “diminuzione” in forza del nuovo requisito richiesto a distanza di anni 5 dalla pubblicazione dell’Avviso pubblico. A fronte di quanto rappresentato, non può sottacersi, la grave disparità di trattamento di cui sono ingiustamente vittime gli scriventi che hanno ottenuto il riconoscimento ad essere inseriti nell’Elenco regionale del precariato storico solo nel mese di marzo del 2019, ovvero dopo cinque anni rispetto a quanto previsto nella L.R. n.1/2014 e nel relativo Avviso pubblico e, comunque, successivamente al riconoscimento del bacino dei lavoratori denominato “della L.R. 28/08” che è stato riconosciuto ben 15 mesi prima!

    Parimenti, non può sottacersi un’ulteriore gravissima disparità di trattamento di cui sono ingiustamente vittime gli scriventi che, allo stato, non hanno un contratto in essere con la Regione Calabria. All’uopo, corre l’obbligo di richiamare l’attenzione in ordine alla circostanza che i lavoratori di cui alle Leggi 28/2008 e 8/2008 non soltanto hanno ottenuto il riconoscimento ad essere inseriti nell’Elenco regionale del precariato storico con un’istruttoria disgiunta da quella degli scriventi ma, sono stati già stabilizzati a tempo indeterminato – con decorrenza gennaio 2019 – con la trasformazione del contratto a tempo determinato che avevano in essere con Azienda Calabria Lavoro.

    Ed ancora. L’Amministrazione con la Legge 29/2019 procede ad assicurare le risorse anche per i bacini degli LSU e LPU confluiti nella medesima L. R. n.1/2014 di cui gli scriventi fanno parte e, anche, in tal caso, si tratta di lavoratori che hanno un contratto in essere. Gli scriventi, invece, nell’attesa che l’iter amministrativo continui a fare il suo corso tra lungaggini burocratiche, peraltro discutibili, non hanno un lavoro con la Regione Calabria, né con un ente partecipato dalla stessa! La disparità di trattamento appare, quindi, del tutto evidente, oltre che gravissima ed ingiustificata. Poi, non risulta – per quanto a conoscenza degli scriventi – che nelle more della definizione della nuova istruttoria l’amministrazione si sia preoccupata di accantonare, comunque, le risorse necessarie per la stabilizzazione degli scriventi, ovvero di tutti quelli che sono indicati nel decreto n. 2523 del 04/03/2019 e che, dunque, hanno ottenuto il riconoscimento ad essere inseriti nell’Elenco regionale del precariato storico.

    Oggi, gli scriventi sono, ancora, vittime di un sistema amministrativo che non sembra volere adottare misure cautelative per garantire la stabilizzazione degli scriventi. All’uopo non può sottacersi la delusione degli scriventi nel venire a conoscenza, per come appreso dagli articoli di giornale, del percorso di stabilizzazione che, invece, l’amministrazione ha riservato nei confronti di lavoratori che non hanno partecipato aH’Avviso regionale finalizzato al superamento del precariato di cui alla L.R.1/2014. Per detta categoria di lavoratori ( “ex stagisti ed ex borsisti”) l’amministrazione ha diligentemente individuato e reperito le risorse, prorogandone il contratto in essere ed impegnandosi a trasformarlo in tempo determinato di tipo subordinato. All’uopo, ha anche individuato una data certa (ovvero il l°ottobre 2019) e, dunque, ha così “costruito” le condizioni per una futura stabilizzazione.

    La presente constatazione non vuole assurgere a polemica nei confronti di detti lavoratori, né tende in alcun modo a svilirne la posizione, tenuto conto che ogni lavoratore ha una propria “storia”, ma si propone la finalità di evidenziare come il modus operandi dell’amministrazione regionale generi e continui a generare nei confronti degli scriventi una ingiustificata ed illegittima disparità di trattamento, tanto più ove non risulta ancora che le risorse per “superare” la condizione di precariato degli scriventi – che hanno ottenuto un riconoscimento giuridico ben preciso, in attuazione di un indirizzo legislativo nazionale al quale l’amministrazione ha dato attuazione con la L.R. n.1/2014, siano state accantonate in via cautelativa e/o già individuate ed allocate nel bilancio di previsione. Ed è grave constatare che per gli scriventi – precari storici della Regione Calabria – ancora non vi sia certezza, ancora non vi sia una forma di riscatto sociale, ancora non vi sia un impegno concreto ed effettivo per dare attuazione ad una Legge Regionale. Da ultimo, si precisa che gli scriventi hanno maturato ben oltre dieci anni di precariato, hanno gli stessi diritti dei lavoratori di cui alla L.28/ 08 e 8/2008.

    A ciò è da soggiungere, inoltre, che tra i precari che l’amministrazione denomina “della Legge 12/2014”, c’è chi ha prestato la propria attività lavorativa sin dal lontano anno 2003 e, in maniera continuativa, sino all’anno 2014, maturando una crescita professionale di valore (basti pensare all’attività di attuazione e gestione del POR Calabria FSE della quale sono stati parte attiva). Detto patrimonio di risorse umane, però, è stato accantonato negli ultimi cinque anni nei quali l’amministrazione si è concentrata soltanto sulla valorizzazione di altre categorie di lavoratori, prorogandone i contratti e lasciando senza un reddito e, senza una dignità lavorativa, lavoratori che hanno profuso con dedizione il proprio tempo e la propria attività professionale.

    Da ultimo, basti osservare il servizio di assistenza tecnica attivato attraverso la short list pubblicata da Azienda Calabria Lavoro: anche in tale situazione, l’amministrazione – a suo insindacabile giudizio – si è determinata nel reclutare professionalità diverse, senza tenere nella debita considerazione quelle che già ha all’interno del proprio precariato ed utilizzando risorse pubbliche di enorme rilevanza. Magari, palesando “un’apertura” verso la condizione di precarietà degli scriventi, avrebbe potuto trovare proprio in quella stessa short list professionalità di pari valore ed esperienza professionale che, a ben vedere, sono in possesso anche di un titolo ben preciso (ovvero rientrano nel precariato storico).

    A fronte di quanto sopra rappresentato, si chiede, dunque, di adottare – nel più breve tempo possibile – ogni e più opportuna determinazione che possa superare – in maniera concreta e definitiva – la condizione di precariato nella quale versano gli scriventi che, allo stato, non godono di alcuna forma di contrattualizzazione con la Regione Calabria e che hanno diritto a vedersi riconosciuta pari dignità lavorativa rispetto ai lavoratori già stabilizzati e/o comunque contrattualizzati e facenti parte della L.R.1/2014 nella quale sono confluiti. La presente viene inoltrata anche alle organizzazioni sindacali e, non già solo per mera conoscenza, ma con l’auspicio che la “fotografia” della reale situazione nella quale versano gli scriventi possa essere osservata e valutata con la giusta sensibilità ed essere adeguatamente e dignitosamente tutelata.

    Più informazioni su