Riapre lo stadio Carlei, Celia: ‘Abramo risponda sul Ceravolo’

Quando si occupa di stadi c'è da tremare

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    “Quando Abramo si occupa di stadi c’è da tremare. Non vorremmo che anche lo stadio Carlei di Lamezia Terme faccia la fine del “Ceravolo”. Una premessa: come presidente della Provincia ha fatto bene ad interessarsi di quella cattedrale nel deserto, anche se il suo “miracoloso” intervento si è limitato al diserbo dell’area circostante. Ma visto che parliamo di stadi, perché Abramo insiste ad evitare ogni confronto pubblico sul quel grande pasticcio che si chiama riqualificazione dello stadio “Nicola Ceravolo”?”  E’ quanto si legge in una nota stampa del consigliere comunale Fabio Celia. “Perché, oltre ad interessarsi giustamente dello stadio Carlei, non viene in Consiglio comunale, come noi gli chiediamo da molti mesi, per informare correttamente l’assemblea e l’opinione pubblica sui passaggi che hanno portato il “Ceravolo” a diventare uno degli stadi più brutti d’Italia ? Perché non ci spiega i criteri di scelta del progetto vincente a scapito di altri che erano obiettivamente più moderni e architettonicamente validi ? Perché non ci spiega perché è stata costruita una palazzina popolare, oggi in gran parte inutilizzata, con una colata di cemento finalizzata solo a fare lievitare i costi dell’opera ? Perché non ci spiega dove sono andati a finire i quasi 800.000 euro destinati all’erba sintetica sul campo principale che oggi, stranamente, egli dice di volere realizzare ? Ben venga la riapertura dello stadio Carlei, ma Abramo non può sfuggire alle sue gravi responsabilità. Non ci venga a dire che il progetto lo ha redatto l’ingegnere di fiducia del presidente Cosentino, perché tutti sanno che il bando di gara era una sorta di concorso di idee, un concorso di progettazione. E non ci può nemmeno dire che non sapeva niente, perché tutti sanno con che “cura” i suoi uomini di fiducia hanno seguito l’iter della gara. Noi sappiamo solo che l’US Catanzaro è costretto a giocare in uno stadio brutto, non sicuro, non adeguato sotto il profilo della sicurezza, non adeguato ad una società che ha l’ambizione di tornare nei campionati più alti. Cinque milioni di euro (ma sarebbero molti di più) sono stati sprecati per partorire questa bruttura, a cui si aggiunge la vergogna del botteghino scoperto della piazza. Non vorremmo che anche al Carlei spuntasse una bella palazzina a nove piani”.

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