Integrazioni ospedali, Aned: ‘Vergognoso rinvio’

Per l'associazione 'è grave quanto accaduto in terza Commissione del Consiglio regionale considerata l'urgenza e importanza della materia'


“La proposta di modifica alla Legge 13 marzo 2019 nr 6, relativa all’integrazione degli ospedali catanzaresi, discussa recentemente nella 3° commissione sanità della Calabria, è stata rinviata per mancanza di numero legale dei suoi componenti. Per urgenza e importanza della materia ciò costituisce un fatto vergognoso”. Lo scrive in una nota l’Aned, Associazione nazionale emodializzatim dialisi e trapianto.

“Così – si legge nella nota – mentre muoiono le aspettative e la sopravvivenza dei pazienti calabresi, rimangono in vita: una burocrazia regionale asfittica che disconosce persino il significato della pianificazione, della prevenzione e dell’epidemiologia delle malattie; aziende sanitarie e ospedaliere decotte assolutamente da accentrare in due sole aziende regionali: una ospedaliera e l’altra sanitaria. Verso questa direzione stanno procedendo le regioni più virtuose.

I malati di rene calabresi ormai sono convinti che non la sola sanità, debba essere commissariata la Politica. 

Come dar loro torto – sostiene Aned – visto la gestione dei primariati, i disastrosi disavanzi dei bilanci aziendali, la vetustà di moltissime strutture di dialisi, la insufficienza delle strutture di Nefrologia sul territorio imposte dai Decreti Balduzzi (2012) e Lorenzin (2015) per range elevato di popolazione, nonostante sia acclarato dalle statistiche che lo sviluppo epidemiologico della Malattia Renale meriterebbe una presenza capillare di tali strutture sul territorio, per  costi e per numero di cittadini colpiti dalla patologia (5 milioni in Italia)”. 

La mancata integrazione degli ospedali catanzaresi per Aned “consente, come nelle processioni, a taluni di cantare ad altri di portare la croce. Al Policlinico universitario, salvo che per la parte attinente alla cardiologia del professore Ciro Indolfi, la mancanza di un pronto soccorso determina un vulnus che si riverbera frequentemente sui pazienti in cura, soprattutto nefropatici”.

“Siamo convinti – spiega Aned – sia giunto il momento di una mobilitazione di massa a difesa non solo della sanità calabrese ma dell’intero SSN, universalmente considerato il migliore al mondo perché garantisce principi cardini: uniformità, universalità e solidarietà”.

Allo scopo, è in fase costituente il Circolo culturale “La salute non è in vendita”, mutuando di fatto il titolo del libro del direttore dell’Istituto Mario Negri, professore Giuseppe Remuzzi. “Il Circolo – si sottolinea nel comunicato – si prefigge l’obiettivo di coinvolgere la popolazione, particolarmente il mondo delle associazioni del volontariato, per la contaminazione dell’importanza e della salvaguardia del nostro Sistema Sanitario Nazionale”.