Bar ‘devenitizzato’?A Catanzaro non per protesta ma per scelta e moda

I pareri, anche discordanti, di alcuni esercenti della città, sulla decisione di non servire prosecchi

Più informazioni su


    di Maria Teresa Rotundo

     

    In Calabria è iniziata a suon di calici la rivolta contro il regionalismo differenziato, in particolare a Cosenza diversi imprenditori locali del settore food&beverage hanno deciso di non proporre più ai propri clienti Cocktail a base di prosecco e bollicine prodotte in Veneto. Una protesta, nata in uno storico bar, per opporsi  al governatore leghista Luca Zaia, che rivendica il fatto di voler trattenere in Veneto il residuo fiscale dei prodotti di origine veneta, e a cui piano piano si stanno unendo molti altri imprenditori locali sempre più convinti di voler servire ai propri clienti solo cibi e bevande made in Sud. “Bar Devenitizzato” o “#mangiasud” si legge sulle vetrine di chi ha deciso di opporsi ai leghisti puntando così alla valorizzazione dei prodotti della regione Calabria.

     

    Abbiamo voluto commentare questa protesta con i nostri imprenditori locali catanzaresi del settore, per capire se condividono l’iniziativa dei loro colleghi. Tra gli intervistati i pareri sono diversi perché se da un lato c’è chi è pienamente convinto che la protesta debba essere sostenuta, dall’altro c’è chi nutre alcuni dubbi anche se considera importante valorizzare i prodotti made in Sud.

    Marco Rizzitano del “Rizzi’s” è da quando ha aperto la sua attività nel cuore del centro storico di Catanzaro che propone ai suoi clienti solo prodotti calabresi: “Non lo faccio per protesta, la mia è una vera e propria filosofia – ha sottolineato – la mia attività è nata per questo, per valorizzare i prodotti Calabresi delle piccole aziende e in questo modo contribuire a promuoverle, a farle crescere. Appoggio in pieno l’iniziativa degli imprenditori cosentini perché credo che i nostri prodotti debbano essere preferiti a quelli delle altre regioni. Ogni regione ha i suoi prodotti buoni, sia chiaro, l’Italia è piena di produttori validi – ha precisato – ma io spingo per la mia terra e ne sono orgoglioso. Per me questo è il periodo più bello dell’anno perché quando nel mio locale arrivano clienti da fuori regione o dall’estero perché sanno di trovare solo prodotti locali, so di aver fatto centro, so di essere riuscito nel mio intento.”

    Nel quartiere Lido  a “La corte di Bacco” non hanno mai servito prosecco: “Qui i miei clienti trovano solo bollicine locali – ha detto Francesco Aloisio – Voglio precisare che nel mio locale la maggior parte dei prodotti è di origine calabrese, mi rifornisco soprattutto da piccole aziende calabre e ai prosecchi veneti ho preferito vini locali che sono valide e superiori alternative. Sosterrò la protesta degli imprenditori cosentini fino a quando non si trasformerà in becero campanilismo perché è giusto che i nostri prodotti siano valorizzati al meglio.”

    Di parere diverso è invece Marco Nicotera del Bar Centrale: “Il regionalismo differenziato deve servire a darci una scossa – ha affermato – è vero che le tasse che paghiamo in Italia sono tante, che il Sud è martoriato ma è anche vero che qui al Sud troppo spesso il denaro pubblico viene sperperato. Basta guardare la sanità, per curarci siamo costretti ad andare al Nord perché qui le risorse a disposizione molte volte non sono ben investite in servizi, credo che se fossimo stati al posto dei veneti l’avremmo pensata allo stesso modo. Cerchiamo allora di partire da questa protesta per pretendere da chi ci governa di farlo bene superando la mala politica e il malaffare. Nel mio bar ho prodotti Veneti – ha proseguito – e spero di continuare ad averli, così come ho prodotti calabresi che mi impegno a valorizzare sempre e che mi auguro siano apprezzati in tutta Italia e nel mondo.” Sulla stessa lunghezza d’onda è Antonio Grampone del ristorante “Stella Maris”, che pur non volendo entrare nel merito della questione politica non si sente di condividere la protesta dei suoi colleghi: “Nel mio ristorante servo sia vini locali che non – ha precisato – la mia clientela è varia e devo poter accontentare tutti. Certo, cerco di puntare soprattutto sulle bollicine calabresi, ma se un cliente mi chiede altro non posso che soddisfare la sua richiesta, ecco perché non sono d’accordo con la protesta.” Pareri discordanti insomma, analizzati da diversi e tutti validi punti di vista. Una questione che divide gli imprenditori locali ma che trova un punto di convergenza sulla consapevolezza di avere in Calabria ottimi prodotti sui quali puntare e dai quali partire per crescere e farsi conoscere

    Più informazioni su