Ruota panoramica:io imprenditore cittadino messo da parte da politica

Lo sfogo del giostraio Elvio Marsico per la scelta di preferire un’attrattiva di un’azienda non catanzarese 

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    Di Giulia Zampina 

    È carico di amarezza il post che circola in aurate ore di Facebook firmato da Elvio Marsico, di professione giostraio e di origine, e questa volta lo diciamo senza ironia e senza voler scatenare guerre di quartiere, “marinota”. È carico di amarezza perché,nonostante gli anni trascorsi ad investire nel divertimento di piccoli e grandi, quello più antico e democratico come le giostre, oggi si vede messo da parte proprio dal Comune della sua città che, come spesso accade nella tradizione di questo capoluogo, preferisce “lo straniero” al locale, non smentendo la leggenda che vuole il Santo Patrono, Patrono di tutta la città, protettore proprio degli stranieri che arrivano qui. Fuor di metafora e leggende, Elvio Marsico dice : “La mia famiglia da anni ha fatto divertire generazioni di giovani, e continua a farlo.

    A fine gennaio abbiamo venduto una nostra giostra storica come il tagada’ per acquistare proprio una ruota panoramica, e dopo avere concluso un contratto  con un’azienda che produce giostre abbiamo proposto di poter montare la nostra ruota facendo il taglio del nastro con l’inaugurazione  proprio nella mia città  dove sono nato, sembrava tutto ok fino a quando siamo venuti a sapere che una parte dell’amministrazione comunale, ha preferito di contattare una ruota di altri imprenditori già operativi, dato che la mia ruota ha dei ritardi.

    Mi sono sentito tradito dai politici che voto , per i quali io pago le tasse, e ora mi ritrovo con una concorrenza con dei debiti sulle spalle, ed ho moglie e un bambino piccolo. Cosa serviva la ruota di un altro forestiero? Io avrei piazzato la mia ruota per l’evento Gnam, avrei pagato il suolo pubblico come faccio in tutta la Calabria”.

    Fin qui lo sfogo di Elvio Marsico. È evidente che l’amministrazione potrà se vorrà difendere le sue autonome scelte, o fornire una versione diversa dei fatti, qualora ve ne fosse una. Forse a Catanzaro più che altrove amaramente vale il detto che nessuno è profeta in patria.

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