Riunione Camera Commercio, le perplessità di Cicas

La delegazione ha abbandonato l'aula per non avere avuto la parola 


Oggi in  Provincia i Presidenti delle Camere di Commercio di Catanzaro , Crotone e Vibo , hanno voluto incontrare il mondo Politico e Sindacale , per assumere una iniziativa che produca la possibilità di sospendere definitivamente l’annunciato accorpamento delle Camere di Commercio . La Cicas, che ha preso parte alla riunione in una nota stampa ha protestato per non avere avuto mai concesso il tempo di intervenire sino alla decisione – da parte della nutrita rappresentanza di abbandonare l’aula. La delegazione era compsta da Giuseppe Mazzullo , Marisa Costa e  Giorgio Ventura. “Ancora una volta- si legge nel comunicato – una volta la presunzione limita l’occasione che pure generosamente era stata offerta di una partecipazione al livello più alto delle Confederazioni Sindacali presenti in Aula.

Quale è l’occasione persa? Ebbene i signori Presidenti delle Camere di Commercio, devono capire e capirlo bene, che sono eletti tali in rappresentanza delle categorie e di fatto la costituzione dei Cda. delle Camere di Commercio è composto dalle indicazioni proposte dalle singole categorie . Purtroppo nel caso tutto locale, l’assunzione del ruolo fa percepire agli eletti una sorta di fantasiosa condizione che li pone a considerarsi auto-legittimati ad essere un secondo livello della politica e non già una rappresentazione momentanea delle categorie. Questo metodo è alla base della distanza che le stesse Camere insinuano nei territori, ed invece di rappresentare le istanze delle categorie produttive , im personificano solo il proprio futuro personale .

E dunque le confederazioni nazionali che siedono nei tavoli di concertazione con il Mise e con il Ministero del Lavoro, sono quelle che possono affrontare il tema a difesa non già di qualche Presidente di Camera di Commercio, ma, solo ed esclusivamente a difesa dell’Ente che deve occuparsi nei singoli territori della promozione delle imprese , questo fatto sembra non essere stato compreso stante la boria insignificante di chi parla ai Consiglieri Regionali e non già alle massime rappresentanze Confederali presenti .

La Cicas nel mentre applaude ad Abramo, chiarisce anche all’on. Tallini che i presidi autonomi delle Camere di Commercio non solo sono da mantenere ma anche da incrementare, questi Enti aldilà della degenerazione politica partitica che a volte manifestano rimangono presidi territoriali ad esclusivo interesse delle imprese e non già a visoni apodittiche e strumentali di quanti vorrebbero invece trovare squisite affermazioni personali. Sul tema del Regionalismo vi è inoltre da dire e la Cicas – ormai lo dice da anni- , che proprio quello è fallito , le Regioni idrovore senza controllo andrebbero immediatamente abolite e accorpate, nel mentre andrebbero potenziate al massimo le Provincie, vere interfaccia dei territori. Tutto ciò è stato impedito di dire non già per non aver concesso la parola , ma per avere con la disinvoltura deprecabile degli incauti , fatto scivolare la parola ad altri . Ci domandiamo quindi la Cicas, che pure avrebbe potuto organizzare un tavolo Nazionale con Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio , Confindustria , Acai , Fabi , Coldiretti , Uci , Confagricoltura e tutti gli altri per stimolare una pronta e ferma adesione alla salvaguardia delle Camere di Commercio, cosa dovrebbe fare? se questi Presidenti di camera di Commercio, non hanno saputo centrare il problema e la risoluzione dello stesso, indirizzando il loro sforzo ad una autoreferenzialità del tutto inutile se non addirittura insufficiente .

Ebbene non è valso nemmeno ascoltare la proposta del locale Confesercenti che ha dichiarato la necessità di coinvolgere i livelli apicali delle Confederazioni, nemmeno questo ha suggerito a chi concedeva la parola di comprendere la qualità della presenza, infatti la parola andava concessa alle Confederazioni in Primis, e laddove presenti livelli apicali, a questi e poi ai Parlamentari, soprattutto di Governo che rappresentavano gli interlocutori naturali in tema di proposte emendative , che ricordiamo a tutti, quella legge voluta dal Governo Renzi, non ebbe alcun contrasto di CGIL e di Confesercenti, lo ricordiamo a noi stessi della Cicas che al loro contrario dichiarammo ubi et orbi della malsana, perniciosa imposizione dello stato su Enti Autonomi che si caratterizzano sui territori con proprio finanze . Chissà forse una più attenta comprensione dei livelli presenti avrebbe raccolto un più efficiente risultato , forse la prossima volta sarebbe il caso di invitare a condurre un moderatore sapiente”.