Alessandro, il campione di vela che non può allenarsi a Catanzaro

La sua storia raccontata su Rai1. Catanzarese campione europeo, ma deve allenarsi a Crotone

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    È un onore avere giovani talenti come il campione europeo di vela Alessandro Cortese, che con le loro imprese tengono alto il nome di Catanzaro. Giovani come lui, però, per inseguire la propria passione devono farlo in un’altra città perché Catanzaro non offre loro possibilità di crescita, nonostante ci siano grandi potenzialità per poterlo fare. Avevamo già parlato di Alessandro, del suo impegno e dei sacrifici che lo hanno portato in alto sulla vetta d’Europa e, ieri, abbiamo ascoltato la sua storia di passione e amore per il mare e per la vela anche su RAI uno.

    Alessandro per potersi allenare deve raggiungere in treno la città di Crotone perché qui a Catanzaro non può farlo, eppure nel capoluogo ci sono buone condizioni per poter far crescere questo sport. “A Catanzaro c’è un vento che difficilmente troviamo in altri posti – ha precisato Sergio Mirarchi presidente dell’associazione Vela Solidale Catanzaro – il vento che soffia qui è un vento che in gergo noi velisti definiamo sporco, ottimale non solo per allenarsi ma anche per gareggiare. Per poter fare una regata ci deve essere un limite minimo di vento ma non uno massimo e qui a Catanzaro difficilmente ci troveremmo nelle condizioni di non poter fare una regata.” E alle condizioni meteo favorevoli, si aggiungono quelle logistiche. A Catanzaro c’è la presenza di un porto con spazio sufficiente a poter ospitare un circolo di vela. Certo, occorrerebbe fornirlo di luce e acqua e fare qualche intervento di tipo strutturale:”Basterebbe uno scivolo mobile per consentire l’uscita delle barche e uno spazio per poter accogliere il circolo e si potrebbe pensare ad un progetto per coinvolgere in uno spazio sicuro tanti giovani appassionati di vela – ha proseguito Mirarchi – ma oltre a questo c’è bisogno di persone che decidano di supportare e condividere l’idea seriamente.

    ” Si tratta di essere uniti, proprio come hanno fatto a Crotone: “Quello che abbiamo realizzato con il circolo velico di Crotone è quasi un miracolo, più famiglie hanno unito le proprie forze perché hanno creduto in qualcosa – ha detto Gianluca Cortese, padre di Alessandro – credo che questo possa essere messo in pratica anche a Catanzaro ma occorre collaborare.” Nel catanzarese ci sono tante realtà che potenzialmente potrebbero impegnarsi a far sviluppare questo sport sul litorale del Capoluogo, quello che serve è unione di intenti. Le potenzialità ci sono tutte ed è un peccato non fare qualcosa per poterle fare fruttare.

    Maria Teresa Rotundo

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