STORIE DI VITA Le battaglie quotidiane di chi lotta contro il cancro foto

Il lavoro dell' Acmo Ida Ponessa sui territori di Catanzaro e Vibo raccontato dal vicepresidente dell'associazione Vincenzo Nania 


Di Laura Cimino

‘Basterebbe capire che una carezza, dieci minuti di chiacchiere in più, una stretta di mano, sono più di quello che sono: sono una cura’. Una cura autentica per chi combatte contro il cancro. Non ha dubbi Vincenzo Nania, presidente Favo Calabria, vicepresidente di Acmo Calabria oltre che sindaco di Sorbo San Basile.

Favo, Acmo, sigle da sciogliere, piene di significati, dietro ci sono storie, di vite e di lotta che si intrecciano, di dolore da combattere. Favo è la federazione delle associazioni dei volontari oncologici che in Italia mette insieme e connette 550 associazioni, Acmo, l’associazione calabrese dei malati oncologici, dei malati si occupa sul territorio, ormai dal 2009, in modo concreto e operativo, che vuol dire, spiega Vincenzo Nania ‘assistenza domiciliare ai malati di tumore, effettuata con medici, infermieri e volontari adeguatamente formati.

Ma anche trasporto agli ospedali con auto dell’associazione, assistenza psicologica, assistenza legale. Ancora, trovare materiale e attrezzature mediche, girelli, lettini, sedie a rotelle da consegnare gratuitamente ai pazienti che ne fanno richiesta evitando loro le trafile burocratiche, e ancora volontari presenti tutto il giorno negli hospice, come quello di San Vitaliano, per determinate tipologie di malati. In casi eccezionali ci sono stati anche sostegni economici a chi ne aveva bisogno In altre parole, esserci sempre. Accanto ai malati e alle loro famiglie che li sostengono nel percorso della malattia. I volontari sono sempre presenti nelle case dei pazienti per dare aiuto e conforto’.

E’ continua inoltre la formazione e l’attività di convegni e di diffusione di materiale per informare su tutto ciò che ruota intorno al mondo della malattia. ‘Sono una cinquantina i volontari formati e operativi nel territorio compreso tra Catanzaro, Lamezia Terme, Vibo Valentia e Sorbo San Basile’ precisa ancora il vicepresidente dell’Acmo Nania – fondamentale per me è stato conoscere, attraverso Favo, tutte le realtà in Italia e anche in Europa delle associazioni di volontari che si prendono cura dei malati di cancro, in un confronto continuo con le altre realtà che è linfa per la nostra crescita anche in Calabria.

LA STORIA L’associazione calabresi malati oncologici è una onlus che ha sede a Taverna ed è nata a Sorbo San Basile nel dicembre del 2009, voluta dai familiari di Ida Ponessa, una giovane donna scomparsa a 40 anni a causa di un tumore. Da allora Acmo, arricchita dal fare parte della grande rete di Favo, non è altro che una lunga storia di amore.

‘Inizialmente nato come volontariato spontaneo – spiega Nania – anche grazie al confronto con gli altri territori, l’associazione ha creato una operatività sempre più organizzata a favore del malato. Dove fare rete significa anche dare informazioni concrete sul presidio dove si possono avere più urgentemente delle cure, aiuto su come arrivarci, o, semplicemente, come procurarsi urgentemente delle parrucche’. Dando un’occhiata ai nomi delle associazioni federate in Italia di volontari, è già speranza. Si leggono parole come ‘Allegra’, ‘Non più sola’, ‘Attive come prima’, Io domani’, ‘Donne insieme’.

Perché i volontari, spiega Nania, nel novanta per cento dei casi sono familiari di chi è stato colpito dal cancro, e che hanno ricevuto gratuitamente cure e amore. Viene in mente quel verso, ‘Amor ch’a nullo amato amar perdona’, come scriveva Dante. Il concetto bellissimo dell’impossibilità di non ricambiare amore quando amore si è ricevuto. Si può divenire soci sostenitori dell’Acmo Ida Ponessa versando un contributo annuale che aiuterà a rendere migliore l’assistenza agli ammalati. Per divenire volontari, serve formarsi con l’associazione.

(in foto, tratta da Huffington Post, un’installazione tenuta a Sofia anni fa per la lotta contro i tumori)