Dylan, il vento di Catanzaro o il vento dello Stretto?

La Calabria attende Dylan perché anche la nostra terra si aspetta delle risposte dal vento

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    Sarà il celebre vento di Catanzaro formato dal possente scambio d’aria tra Jonio e Tirreno? O sarà il vento che spazza lo Stretto e infastidisce navi e fate? Ci sarà comunque il vento ad accogliere in Calabria, nel luglio del 2020, il poeta che ha affidato ai movimenti dell’aria la risposta agli angoscianti interrogativi dell’umanità. Il vento di Catanzaro o il vento dello Stretto. Poco importa. Sarà in ogni caso un’emozione irripetibile ascoltare la voce ormai un po’ roca di Bob Dylan scandire i versi tra i più celebri e ripetuti al mondo, cantati dai ragazzi di ogni età sulle scalinate di tutte le grandi città per gridare no alla guerra e alle persecuzioni. “Blowin in the wind” non è la mia canzone preferita in assoluto, anche se ne riconosco la dirompente forza poetica e politica. Sento più vicina “Hurrican” che Dylan dedicò alla vicenda del pugile Robin Carter, accusato ingiustamente per motivi razziali di un triplice omicidio. La Calabria attende Dylan perché anche la nostra terra si aspetta delle risposte dal vento. Fino a quando la mafia continuerà a soffocare ogni ansia di riscatto ? Fino a quando i nostri ragazzi saranno costretti a cercare il loro futuro lontano da casa? Fino a quando il nostro territorio sarà stuprato da gente senza scrupoli ? Fino a quando la malapolitica agiterà i suoi tentacoli ? La risposta, direbbe Dylan, cerchiamola nel vento.

    PS Le profezie esistono. Una prova c’è nel Museo del rock. Si tratta del pannello che illustra una “reliquia”, un manifesto originale di Bob Dylan con tanto di firma del menestrello. Dylan vincerà il premio Nobel per la letteratura o per la pace. Firmato Piergiorgio Caruso. 

    Sergio Dragone

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