Catanzaro: i giardini di Montecorvino e la speculazione del cemento

Una riflessione dell'ingegnere Mario Buttiglieri sulla cementificazione in città


di Mario Buttiglieri* – “I giardini tra i palazzi storici di Catanzaro qualificavano un ameno paesaggio naturalistico e ambientale.
Assistiamo ad una continua cementificazione dei giardini che caratterizzano il centro storico di Catanzaro;
un esempio di speculazione per ottenere parcheggi a pagamento dove esistevano rigogliosi giardini con piante secolari e pregiate.
Basta guardare le vecchie foto aeree per notare che negli ultimi anni si è continuato a sradicare alberi e ridurre il verde privato nel centro storico deturpando il paesaggio.
La pianificazione urbana della citta aveva vietato la riduzione del verde e tutelato i giardini storici del centro abitato.
La sete di spazi per parcheggi privati a pagamento ha preso il sopravvento alla cura del verde e ,così, con il tacito consenso del comune, anche le verdi bellezze stanno scomparendo per dare spazio alle squallide vedute di piazziali lamierati.
Tutti ricordano i giardini di Montecorvino con gli alberi secolari di  palme, aranci e limoni nel centro storico, tra i palazzi Alemanni e la chiesetta medioevale.
Dove c’era il verde dei giardini ora sorge un ampio parcheggio a pagamento cementificato per le auto. Le vistose recinzioni in cemento armato hanno sostituito le antiche murature in pietra. Gli accessi carrabili disordinati nella piena confusione di lamiere e cancelli.
Eppure fino a qualche anno fa la piazzetta di Montecorvino era la meta di passeggiate tranquille nel centro storico caratterizzato da queste lunghe strisce verdi tra i palazzi. Oggi le passeggiate pedonali sono ostacolate da intenso traffico in entrata ed in uscita da questi parcheggi di speculazione, autorizzati o non.
Certo, il comune provvederà ad attuare le previsioni del Piano Regolatore agevolando il mantenimento del verde ed ostacolando la continua cementificazione.
I cittadini si attenderebbero più attenzione alle poche cose belle rimaste nel centro storico.
Il verde pubblico e privato è da salvaguardare a tutti i livelli; è un bene prezioso da mantenere ad ogni costo.
Il polmone verde di Catanzaro ha caratterizzato il paesaggio del colle centrale della città, da villa Margherita a villa Pepe, passando per le zone di via Montecorvino, via Sensales ,via Poerio e piazza Matteotti.
Chi non sente la necessità di maggiori spazi verdi e giardini nelle città e nei centri storici?
Eppure, nonostante il dibattito culturale che ormai da molti anni interessa i cittadini, si assiste in silenzio ad una continua speculazione in dispetto all’evolversi culturale. 
E’ doveroso dare attenzione alla consapevolezza e sensibilità crescenti rispetto alla necessità di rapporto con la natura, di un rapporto più armonico, equilibrato, rispettoso.
 Gli orti e i giardini sono gli spazi in cui la vecchia città dialoga con la natura,  si impara a conoscere piante e specie, si respira l’aria pura.
Le civiltà antiche (quelle che oggi sono i centri storici) sono nate e si sono sviluppate secondo un convivere comune tra natura e costruzioni, tutto in uno con la città.
Le civiltà e le trasformazioni urbanistiche hanno sempre sentito il bisogno di avere dei giardini.
I giardini sono espressione di civiltà e godere del verde nel centro storico significa amare la natura, rispettare il bene comune.
I giardini fanno argine alla speculazione edilizia ed urbanistica.
L’ architetto modella i suoi paesaggi prendendo suggerimento dalla natura ed è vincolato dalla stessa natura dei luoghi che lo circondano; il paesaggio è espressione culturale in cui il giardino ricopre il ruolo di immagine della natura, in un contesto di sicurezza del vivere sociale.
Salviamo il verde di Catanzaro, basta con il cemento e il disordine urbano, ripristiniamo i secolari giardini
“.

ingegnere*