Festa della Madonna del Rosario a Gagliano: la mostra esalta il bello

Il quartiere più antico del capoluogo vive orgogliosamente la sua identità e le tradizioni 

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    La “città nella città”: un quartiere, quello di Gagliano, che fa della sua appartenenza un momento di condivisione e di conoscenza della propria cultura a tutto il territorio cittadino. Quella che si è svolta ieri nel quartiere, in occasione della festa della madonna del Rosario, è la dimostrazione come si possa puntare sulla valorizzazione degli artisti del territorio per esaltare quello che lo stesso può fornire.

    Le vie del borgo si sono riempite di visitatori per ammirare quello che di buono, artisti sconosciuti ai più, hanno voluto mettere in piazza per dire, “anche noi amiamo il bello”. Gagliano un borgo che cerca di far rivivere la sua vivacità, il suo ingegno, come ci dice MariaTeresa Colacione ideatrice della serata, che grazie alla Regia Confraternita del Rosario, che ha pagato le spese per l’occupazione del suolo pubblico, è riuscita a coinvolgere le risorse operanti in un territorio che ha un sacco di artigiani bravissimi che spesso non si conoscono.

    Lavori di decoupage, bigiotteria, ricamo, fotografia, attività ludiche creative che da tre anni, in occasione della festa della madonna del Rosario, possono essere ammirate dai visitatori che affollano il quartiere. Percorrendo il corso è potuto ammirare gli scatti della fotografa MariaStella Trapasso, già vincitrice del concorso fotografico “Vedi Catanzaro e poi… scatti”, che in questa mostra dei suoi lavori ha voluto dare risalto ai punti più caratteristici e pittoreschi di Gagliano.

    La sua è una passione che ha coltivato sin da giovanissima che con il passare degli anni, dopo corsi di formazione e diversi stage è diventato per lei un hobby gratificante. Grazie alle sue fotografie ora il quartiere è visto con un altro occhio, ci tiene a precisare la Trapasso, che lo scatto di un antico arco che le ha fatto vincere il concorso fotografico è divenuto un punto da tutti riconosciuto ed utilizzato anche dalle giovani coppie di sposi per identificarsi con il quartiere immortalando il momento in una foto ricordo.

    La mostra ha consentito di ammirare foto di preziosa fattura che esaltano quello che di più bello c’è nel quartiere facendolo rivivere negli occhi di chi ha avuto la possibilità di ammirarle. Saveria Pugliese ha esposto splendidi lavori in punto croce lavori, di per sé di facile esecuzione, che le hanno consentito di eseguire una moltitudine di oggetti originali e spesso di notevole stile pittorico. Un hobby che la impegna quattro ore al giorno utilizzando di riproduzioni di schemi esistenti, o di creazioni personalissime, ogni lavoro riflette tutta la sua passione per il ricamo.

    Oltre agli splendidi lavori di bigiotteria di decoupage di tantissimi altri artisti siamo rimasti colpiti anche da un piccolo stand realizzato dall’associazione “Gagliano nel Tempo” presieduta da Claudio Pugliese che ha inteso far vedere alle nuove generazioni come si passava il tempo con quello che si aveva. Giochi che ci si inventava con i materiali che si avevano a disposizione.

    Bastava un pezzo di legno per divertirsi, due barattoli di latta che uniti da un filo consentivano di ascoltare la voce di un interlocutore come se fosse un telefono, pasta “abbrustolita” che messa in un filo consentiva di realizzare delle collane o dei braccialetti, il carretto che per molti di noi, più avanti negli anni, è stato uno valido sostituto del monopattino e così con tantissimi altri giochi.

    Insomma, un quartiere che vive la propria identità orgogliosamente. Cittadini che, non distaccandosi dalla propria identità di catanzaresi, conservano la consapevolezza di vivere nel quartiere più antico della città capoluogo e si percepisce da parte di tutti la voglia di essere oggi un punto di riferimento per il risveglio artistico culturale di tutto il capoluogo. I quartieri come fulcro di un motore che deve consentire di cambiare marcia ad una città, piacevolmente assopita, che spesso è portata a criticare ingiustamente se stessa.

    Francesco Vallone

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