Da Primavalle alla Reggina..quando un presidente ignora il fairplay

La maglietta offfensiva indossata dal numero uno degli amaranto scatena la protesta social e non solo

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    di Giulia Zampina

    Luca Gallo, origini calabresi, cosentine per l’esattezza, cresciuto a Primavalle, quartiere di Roma. I 10 gennaio del 2019 diventa presidente della Reggina calcio. Di sé, nella pagina home della sua azienda M&G, racconta, non dimenticando di indicare il titolo di dottore prima del nome,  del papà falegname, della mamma casalinga, delle difficoltà lavorative affrontate e della realizzazione di un sogno che si concretizza nel 2006, anno in cui nasce una holding di servizi, non meglio precisati, nel campo del terziario.

    Il suo nome si lega al calcio con i colori amaranto appunto, fino al novantesimo minuto di ieri 12 ottobre, giorno il cui il Catanzaro è uscito battuto dal Granillo, perché da oggi il nome di  Luca Gallo, che dice di amare l’arte, sarà, nel mondo del calcio, ricordato (o forse presto dimenticato) per un gesto che tradisce la sua biografia, le sue origini e tutti i più elementari valori dello sport.

    Dice di amare la storia, deve però aver dimenticato di studiare quella del calcio calabrese e dei suoi protagonisti.

     A maggio 2019 dichiarò che solo quando la Reggina sarebbe arrivata in serie A avrebbe reso noti i motivi che lo hanno spinto all’acquisto della società. Quindi ci vorrà ancora qualche anno per svelare un arcano, si spera che fino a quella data Gallo abbia imparato tutte le regole dello sport, soprattutto quelle del rispetto dell’avversario. Al momento pare non aver aperto neanche il libro.

    Il fatto è oramai noto. Gallo alla fine della gara mostra una maglietta, con una scritta offensiva nei confronti della tifoseria ospite. Un gesto che in un qualsiasi Curva sarebbe stato punito (ma anche questo capitolo sulle norme di comportamento dentro e fuori il campo Gallo non deve ancora averlo letto). UN gesto che nessuno ci sta a derubricare a livello di goliardata proprio perché arriva dal numero uno della società. Il web impazzisce, la vittoria della Reggina passa in secondo piano rispetto alla scomposta esultanza del suo presidente. Tra i tanti post di condanna quello del consigliere comunale Enrico Consolante

    “Caro Luca Gallo non si tratta soltanto di stile, ognuno ha il suo. Lei ha testimoniato in modo evidente l’effetto che soldi e successo causano al cervello. Questa foto ci sta, abbiamo intelligenza e sportività per sorriderci sopra, ci mancherebbe, ma non postata da Lei che è il PRESIDENTE. Se mia madre, reggina purosangue del “gebbione” fosse viva l’avrebbe definita “stortu”, Lei, la domenica vestita in giallorosso andava a vedere il CATANZARO, a quel tempo l’unica squadra importante del meridione”.

    Ma anche quello del presidente della Camera di Commercio Daniele Rossi

    “Il calcio riesce a far emergere il vero volto delle persone, della loro educazione,del rispetto sportivo, della classe. Complimenti al presidente della Reggina per la signorilità dimostrata.
    Conosco tanti reggini,persone per bene che in questo momento gioiscono per la vittoria della loro squadra ma sicuramente condannano questo gesto orrendo.
    Io mi tengo stretto un signore, esempio di stile che si chiama Floriano Noto,possiamo perdere tutte le partite ma lo faremo sempre con tanta ma tanta classe”.

    In attesa che Luca Gallo inizi a leggere, ovviamente in senso metaforico, il manuale di comportamento nello sport e imparare un po’ di storia del calcio calabrese, ci si può solo augurare che, a nome delle persone perbene che tifano Reggina, qualcuno dalla nobile città dello Stretto faccia pervenire le sue scuse nel capoluogo di Regione

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