Esulta dopo aver danneggiato le opere,denunciato dalla squadra Volanti

Il responsabile è stato individuato dopo aver visionato le immagini IL FATTO LO SCORSO 10 SETTEMBRE 

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    di Giulia Zampina

    Il gesto aveva indignato non poco la cittadinanza. Specie ora che quell’opera, grazie alla generosità del suo autore Nuccio Loreti, alla campagna lanciata da Catanzaroinforma, e alla disponibilità del Comune è diventata un patrimonio della città.

    Ma i poliziotti della Squadra Volanti, agli ordini del vicequestore Giacomo Cimarrusti, della Questura di Catanzaro, guidata da Amalia Di Ruocco, mentre l’indignazione diventava pubblica,  erano già a lavoro per individuare la persona che aveva danneggiato due opere del nuovo museo a cielo aperto del capoluogo. E così, dopo un certosino lavoro compiuto sulle immagini disponibili ed il capillare controllo del territorio, i poliziotti hanno individuato il responsabile. 

    E’ stato infatti deferito all’Autorità Giudiziaria il 29enne che in una calda notte dello scorso settembre si è reso responsabile del reato di danneggiamento aggravato consumato nel centro di Catanzaro.

    Era il 10 di settembre, le pattuglie della Volante avevano notato che 2 delle  opere del Museo all’aperto, denominato “Arte e Città”, consistente in una pluralità di opere posizionate nel centro cittadino, erano state abbattute, con l’intero basamento, e giacevano al suolo. In particolare, risultavano riverse al suolo le statue posizionate in piazza Roma ed a Bellavista.

    A seguito dell’attività svolta dagli Agenti della Squadra Volante, anche attraverso l’acquisizione di immagini di sistemi di videosorveglianza ubicati nel centro storico, i fatti sono stati oggetto di ricostruzione investigativa, al termine della quale l’atto criminoso è stato attribuito ad un unico soggetto, che ha operato da solo.

    Si tratta di un catanzarese di 29enne , già noto alle Forze dell’Ordine, che i poliziotti della Squadra Volante non hanno avuto dubbi nel riconoscere nelle immagini che lo ritraevano mentre, appunto, abbatteva le statue.  

    Considerata la modalità delle azioni e la personalità del soggetto gli atti sono stati qualificati come gesti di mero vandalismo, peraltro che il giovane, in entrambi i casi, buttate – non senza fatica – le statue al suolo, ha manifestato un gesto di esultanza, quasi fosse al termine di un combattimento, tra lui e le statue stesse.

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