‘Sanità sempre peggio e i commissari litigano’

La considerazione di Giacinto Nanci dell’Associazione medici di famiglia Mediass Catanzaro: 'Cotticelli e il suo predecessore Scura si scaricano reciprocamente responsabilità'

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    “L’ex commissario per l’applicazione del piano di rientro sanitario calabrese  Scura ha testualmente scritto, nei giorni scorsi rivolgendosi al suo successore Cotticelli: ”Si faccia da parte….prenda atto del fallimento e della incapacità di governare la situazione”. Intanto non ci pare che il commissario Scura nei tre anni e passa che ha governato la sanità calabrese abbia “governato” la situazione perché il presunto deficit invece di diminuire è raddoppiato, i livelli essenziali di assistenza sono diminuiti come sono diminuiti i posti letto e i lavoratori della sanità e ad aumentare sono stati solo i tickets, le liste di attesa e i viaggi della speranza fuori regione. Ma ciò che allarma i malati calabresi è il fatto che quelli che avrebbero dovuto essere  i “salvatori” della sanità calabrese sono in perfetto disaccordo come salvarla e se le danno di santa ragione anche se verbalmente”. La considerazione è di Giacinto Nanci dell’Associazione medici di famiglia Mediass. “A Catanzaro gennaio 2019 erano stati il commissario Cotticelli e il suo vice a parlar male di Scura e ad annullare degli importanti decreti fatti proprio da Scura.  E come se due chirurghi in sala operatoria invece di operare il malato litigano perché in aperto contrasto su come operarlo. La vittima di questa rissa tra commissari è, ancora una volta, il malato calabrese (ma anche tutti gli operatori della sanità) che oltre ad essere malato in più perde definitivamente la speranza di un miglioramento della sanità calabrese. Per cui, signor Ministro della Salute Speranza, per ridare “speranza” ai malati calabresi e agli operatori tutti, sarebbe necessario che venisse in Calabria per verificare di persona come stanno le cose.

    Perché vede signor Ministro c’è da verificare se dietro a questa rissa scomposta  c’è la probabilità che nessuno dei due commissari abbia capito, o se ha capito nulla ha fatto, come affrontare il dramma della sanità calabrese e, a dir la verità, c’è la quasi certezza che non lo abbiano capito neanche i suoi predecessori del ministero della Salute visto che l’ultima, la ministra Grillo con il decreto Calabria, deliberato in pompa magna proprio in Calabria, ha trasformato un problema di sanità pubblica in un problema di ordine pubblico anche in aperta contraddizione con i parlamentari del suo movimento che avevano proposto una legge che andava esattamente all’opposto del decreto Calabria. Lei signor Ministro Speranza dovrebbe venire personalmente in Calabria per verificare come mai due commissari che dovrebbero aver avuto dei mandati operativi molto precisi abbiano interpretato lo stesso mandato in modo diametralmente opposto. Se verrà verificherà che nessun commissario potrà rimettere le sanità calabrese a posto se non si deciderà finalmente di finanziare le sanità regionali non con il calcolo della popolazione pesata, come è adesso, ma in base alla numerosità delle malattie presenti nella varie regioni. Verificherà cha la Calabria, come un po’ tutto il mezzogiorno, a causa della modalità di riparto dei fondi sanitari alle regioni che dura da oltre 20 anni, ha ricevuto in sanità finanziamenti pro capite di molto inferiori specialmente rispetto alle regioni del nord.

    Verificherà inoltre che ad aggravare questo sotto finanziamento c’è il fatto che la Calabria ha tra i suoi circa due milioni di abitanti quasi trecentomila malati cronici in più di altri 2 milioni di altri italiani, per come dettagliatamente certificato proprio da uno dei primi atti dell’ex commissario Scura con il DCA n.103 del 30/09/2015.  E signor Ministro Speranza non avrà che da fare i cosiddetti “due conti della serva” per capire che  dove ci sono molti più malati cronici e arrivano pochi fondi questi non possono bastare (da qui il presunto deficit), e sicuramente  non basteranno per ben curare i malati cronici i quali, se non curati, peggiorano si complicano e poi devono recarsi nei centri di eccellenza del nord (con una spesa di 300 milioni e passa per anno) con aggravio del presunto deficit e comunque quando i malati calabresi non vanno al nord e restano in Calabria per curarli costano comunque di più. Ed è per questo che dopo 10 anni di piano di rientro il “presunto deficit della sanità calabrese” invece di diminuire è raddoppiato. La colpa dei due commissari in lite è che entrambi sanno sia del sotto finanziamento e sia dei malati in più ma nulla hanno fatto. Allora venga Lei signor Ministro Speranza è faccia sì che le sanità regionali vengano finanziate in modo che dove ci sono più malati (Calabria e tutto il sud) arrivino più fondi e solo dopo, se la situazione non migliora mandi non uno ma cento commissari. Buon lavoro signor Ministro”.

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