Sono pericolosi, restano in carcere aggressori arrestati dalle Volanti

Il giudice conferma che quanto contestato dai Poliziotti ai due indagati sia inserito in un solido quadro di gravità indiziaria 

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    di Giulia Zampina

    Sono talmente gravi e concordanti gli indizi raccolti dai poliziotti della Squadra Volanti di Catanzaro, guidata dal vicequestore Giacomo Cimarrusti, a carico di G.T. 35 anni di Catanzaro e V. S. 37 anni di Catanzaro, da ritenere che i due indagati arrestati nei giorni scorsi debbano restare in carcere, così come disposto dal Pubblico ministero di turno nell’immediatezza dei fatti.

    A deciderlo  ieri è stato il giudice Paola Ciriaco che, respingendo le tesi difensive dei legali Valerio Murgano e Orlando massimo Miriello, ha ritenuto che quanto contestato ai due indagati dai poliziotti della Questura di Catanzaro, diretta da Amalia Di Ruocco, sia inserito in un solido quadro di gravità indiziaria tale da non consentire altra misura per i due soggetti se non quella della custodia cautelare in carcere.

    Personalità pericolose, sono definite dal giudice nell’ordinanza del tribunale Ordinario di Catanzaro, che non hanno esitato a risolvere questioni probabilmente di natura personale ricorrendo all’uso della violenza.

    Esiste, secondo Paola Ciriaco, la ragionevole certezza che lo stesso tipo di reato possa essere ancora una volta commesso dai due uomini e nulla impedisce di attribuire alle medesime modalità e circostanze, una duplice valenza sul piano della gravità del fatto e su quello dell’apprezzamento della capacità a delinquere.

    I FATTI. (LEGGI LA NOTIZIA DELL’AGGRESSIONE) Sanguinante nella sua auto. Così, sul finire del turno di notte sabato scorso,  un equipaggio della Squadra Volanti, aveva trovato un trovato un sessantenne.

    L’uomo, ancora spaventato, aveva raccontato agli agenti di essere stato precedentemente  aggredito e rapinato da due soggetti che gli avevano portato via portafogli e due telefoni cellulari. Inoltre il 60enne aveva detto di essere stato colpito con un casco tenuto da uno dei due aggressori, che dopo essere arrivato a bordo di un ciclomotore gli aveva urlato “devi lasciare stare (omissis)” pronunciando il nome di una donna.

    Dopo un lungo e capillare controllo del territorio, che ha impegnato un altro equipaggio della Squadra Volanti, iniziato a sud della città, dove la vittima aveva incontrato uno dei due, arrivato fin nella zona più a nord del capoluogo, dove le Volanti avevano rintracciato uno dei due indagati e finito poi in centro dove era stato individuato il complice, erano scattate le manette ai polsi degli aggressori, per il quale già il Pm aveva disposto la custodia cautelare in carcere.

     

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