Parole e informazione. Giornalisti a confronto col Festival d’Autunno

All'interno della rassegna, un dibattito tra professionisti aperto alla città su linguaggi che cambiano, deontologia e informazione 

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    Di Laura Cimino

    Giornalismo e parole. Parole a volte bistrattate, poco pesate, nella vita come in un certo cattivo giornalismo, parole di cui nel peggiore dei casi si perde il senso, l’importanza e la potenza. ‘La parola viene spesso sottovalutata, ma la parola e l’uomo sono la stessa cosa. L’uomo è uomo in quanto essere comunicante e nel giornalismo poi la parola è la materia prima stessa dell’informazione’.

    Così il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria Giuseppe Soluri nell’introdurre l’importante dibattito su ‘Le parole dell’informazione’, approfondimento all’interno della rassegna Festival d’Autunno, diretto da Antonietta Santacroce.

    Pesano eccome le parole, nella vita e nel giornalismo, e i professionisti dell’informazione sono tenuti a misurarle, soprattutto alla luce di una deontologia che è prima di tutto rispetto per il lettore attraverso il corretto uso di ogni parola.

    Tutti concetti approfonditi dai professionisti dell’informazione calabrese, i giornalisti che si sono confrontati insieme al direttore artistico del Festival d’Autunno Antonietta Santacroce e al presidente Soluri nel dibattito a più voci: Davide Lamanna (Catanzaroinforma.it), Edwige Vitaliano (Il Quotidiano del Sud), Danilo Monteleone (Corriere della Calabria), Antonio Ricchio (Gazzetta del Sud), Enzo Cosentino (Lanuovacalabria.it) e Alessandro Manfredi (Calabria7.it).

    Social, tempestività, fake news, deontologia. Sono le parole chiave dal quale il presidente dei giornalisti calabresi è voluto partire per esprimere alcuni concetti. Si è soffermato sulla realtà dei social network, e del rischio insito causato dal fatto che oggi ‘troppo spesso si confondono informazione e social network. I professionisti dell’informazione seguono regole ben precise, anche deontologiche, i social sono altra cosa, e per il giornalismo possono essere una risorsa ma da maneggiare con cura’. La politica internazionale, nazionale, locale ormai – ha aggiunto Soluri – dà le notizie sui social sicché è stato inevitabile per i giornalisti confrontarsi con questa nuova ‘fonte’ di notizie sempre da gestire con verifiche e professionalità’.

    Ancora, la tempestività, valore importante, perché il lettore è informato ormai nel momento stesso in ci accade una cosa e assai caratteristico dell’informazione più moderna ma anche questo strumento da utilizzare con professionalità ‘dato che il rischio – ha aggiunto il presidente Soluri – è che per essere veloci non si verifichi la notizia a scapito della completezza dell’informazione’.

    Impossibile quindi non soffermarsi sul fenomeno delle fake news, e su questo Soluri ha dato anche una good news  ricordando che in Italia i dati non sono troppo allarmanti se si considera che la maggior parte dei lettori si collega su internet a testate sicure e di consolidata credibilità.

    La verifica – ha ricordato il presidente dei giornalisti calabresi – è il dovere principale del giornalista che è tenuto a accertare notizia, fonte e attendibilità e diversamente può essere soggetto anche a provvedimento disciplinare da parte dell’Ordine’, ricordando poi l’importante concetto della ‘verità putativa’ come ha sottolineato spesso la Cassazione, ovvero la verità se anche non assoluta ma frutto di approfondimenti e ricerche da parte di un professionista serio e corretto’.

    Davide Lamanna, vicedirettore di Catanzaroinforma.it, nella sua lunga esperienza con l’informazione online si è soffermato tra le altre cose proprio sul rapporto ormai istantaneo che si ha attraverso i social con il gradimento espresso dai lettori, che si manifesta in like, commenti e condivisioni ed è un riscontro immediato per il giornalista online. Il rischio? E’ che la notizia molto condivisa detti l’agenda, un po’ come avviene con lo share in tv, e il pericolo su cui occorre restare vigili è che si finisca per dare importanza più  alla ‘pancia’ della gente che alla testa del giornalista.

    Del rischio di una vera e propria ‘emergenza democratica’ intorno ai social ha parlato Monteleone, mentre Vitaliano si è soffermata sulla storia delle fake news e sull’importanza della redazione giornalistica, il desk, sia nell’online che nel cartaceo,  Cosentino sulla deontologia quale fondamento del giornalismo mentre Ricchio (Gazzetta del Sud) ha precisato come una soluzione c’è al problema delle fake news ed è semplicemente puntare su giornalisti professionisti che sappiano scrivere e verificare le notizie, le fonti e l’attendibilità, senza problemi anche lavorando in velocità.

    Manfredi ha provocatoriamente forse parlato della possibilità di una fine del giornalismo online e Antonietta Santacroce, nel chiudere la giornata di studi pensata per dare ai fruitori dell’informazione un modo per orientarsi tra tutte le notizie da cui si viene sommersi ha sottolineato come ‘Certamente non si può tornare indietro dal web, riferimento quasi unico dell’informazione dei giovani e comunque molto diffuso a tutte le età, ma basta tenere alta l’attenzione verso l’attendibilità delle fonti per fronteggiare, diversamente, disinformazione e il male dilagante dell’ignoranza’.

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