Tassone: ‘Nel ricordo di Sullo affrontiamo la crisi politica odierna’

Il segretario nazionale Nuovo CDU ha partecipato all'iniziativa in ricordo di Fiorentino Sullo insieme al presidente del Consiglio Conte


Nei giorni scorsi per iniziativa della Fondazione “Sullo” e “Democrazia Cristiana”, presieduta da Gianfranco Rotondi, è stato ricordato Fiorentino Sullo a cent’anni dalla nascita. 

“Sullo – scrive in una nota di Mario Tassone, segretario nazionale Nuovo CDU – è stato un autorevole esponente della Democrazia Cristiana che ha dato lustro alla presenza dei cristiani democratici in una fase delicata dell’Italia”. 

La manifestazione, che ha avuto luogo ad Avellino, ha richiamato moltissimi personaggi che hanno condiviso con Fiorentino Sullo l’esperienza politica prolifica, gli ideali e i progetti. È stata l’occasione per ripercorrere un periodo significativo della storia dei cattolici impegnati in politica, il loro apporto decisivo alla ricostruzione del Paese, sottovalutato e, volutamente, dimenticato. Stride il fervore del ricordo, il riconoscimento dell’Uomo Sullo e del Suo partito, la D.C., con il presente. 

“Il tempo che viviamo – ha aggiunto Tassone – ha rimosso memorie di conquiste civili, ha disperso energie, ha occultato valori e riferimenti culturali. Quei valori e quei riferimenti culturali assicurarono l’agibilità politica, il recupero della democrazia e della libertà dopo gli anni della decadenza e del vuoto. Oggi non c’è la politica. I pensieri si stemperano, gli orizzonti ideali si restringono e lasciano spazio a gestioni asfittiche, dominate da tatticismi privi di progettualità. La politica è in crisi. Non ci sono statisti ma uomini che vivono il presente tra lambicchi e piroette, tra torsioni tattiche e angustie ideali. Ricordare Sullo non è solo il riconoscimento ad un Uomo illuminato e fattivo, ma è soprattutto rifarsi a un periodo intenso e fecondo di idee. Lo ha fatto il presidente del consiglio Conte, presente ad Avellino. Certamente avrà fatto un raffronto tra il passato e il presente di cui è protagonista. L’umanesimo evocato oggi va vissuto rimuovendo i reticolati di incultura e di avventurismi. Da Avellino è venuto un messaggio forte a quanti si rifanno al popolarismo cattolico: ritrovarsi superando incertezze e miopie per ridare al popolo una prospettiva di crescita democratica. Se Conte, che guida un governo senza grande respiro politico, esalta un tempo, il nostro tempo, a maggior ragione noi abbiamo il dovere di farlo rivivere a servizio per una società che si trasforma”.