Grande partecipazione per il X Congresso nazionale geriatrico Sigot

L’approccio geriatrico rispetto a quello medico tradizionale ha dimostrato concretamente con evidenze incontrovertibili della letteratura scientifica internazionale  di produrre migliori outcomes funzionali a parità di costi FOTOGALLERY  VIDEO 

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    Si è concluso il X Seminario Nazionale Sigot (Società Italiana Geriatria Ospedaliera e Territorio) dal titolo “Qualità della vita nell’anziano complesso: l’importanza dell’approccio geriatrico”, svolto il 25 e 26 ottobre presso l’Hotel Perla del Porto a Catanzaro Lido, organizzato dal Dott. Giovanni Ruotolo, Direttore della Soc di Geriatria e Direttore del Dipartimento Area Medica dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”, Consigliere Nazionale Sigot, con un bilancio estremamente positivo in termini di presenze, oltre 200 partecipanti, e di contenuti con interventi di relatori provenienti da tutta Italia.

    Il titolo del seminario vuole sottolineare l’importanza del ruolo del Geriatra nel superamento del tradizionale approccio medico, privilegiando la centralità del paziente secondo una concezione olistica, con la valutazione multidimensionale, caratteristica che contraddistingue il geriatra nel considerare la totalità e la complessità del paziente anziano, valutandone lo stato cognitivo, la forma fisica, il tono dell’umore e le condizioni socioeconomiche, senza tralasciare l’umanizzazione delle cure e la centralità assistenziale.

    L’approccio geriatrico, rispetto a quello medico tradizionale ha dimostrato concretamente, con evidenze incontrovertibili della letteratura scientifica internazionale culminate nella recente revisione sistematica pubblicata dalla Cochrane Library, di produrre migliori outcomes funzionali, a parità di costi. In altri termini il paziente anziano seguito nei reparti di Geriatria esce dall’ospedale in condizioni funzionali migliori, grava meno sulle famiglie e ha minore necessità di risorse sanitarie ed assistenziali. Il Prof. Pilotto ha illustrato l’indice prognostico multidimensionale (Mpi), da lui ideato e validato a livello dalla comunità scientifica mondiale, che rappresenta l’unico indice prognostico valido per la sopravvivenza dei pazienti geriatrici fragili.

    Il Mpi è un indice multidimensionale costruito sulla base di informazioni ricavate dalla valutazione di multipli domini (o dimensioni) della persona anziana quali capacità funzionali basali e strumentali della vita quotidiana, capacità motorie, cognitive, stato di nutrizione, la presenza di malattie in atto o pregresse, il numero dei farmaci assunti e le condizioni socio-abitative dell’anziano.

    L’Mpi è in grado di misurare l’aspettativa di vita dell’anziano fragile, prevedendone la mortalità a breve e a lungo termine, ma anche il rischio di ricovero in ospedale o in casa di riposo, la durata della degenza in ospedale e la probabilità di migliorare o di peggiorare durante il ricovero; in questo contesto l’Mpi è considerato un indice in grado di stimare il grado di “fragilità” del soggetto anziano e per questo utile nel facilitare le decisioni cliniche nel soggetto anziano, in particolare il soggetto fragile e affetto da multipatologia, con l’obiettivo finale di promuovere interventi di cura e assistenza personalizzati. Il rischio di mortalità può influenzare l’efficacia di trattamenti e interventi specifici in soggetti anziani fragili con multimorbidità e polifarmacia. I medici e i responsabili delle politiche sanitarie devono considerare le informazioni prognostiche ottenute tramite il MPI per identificare quei profili specifici di soggetti anziani che potrebbero trarre maggiori benefici dagli interventi.

    Durante il seminario sotto la guida di relatori esperti, in un clima di dialogo, di crescita e di confronto, si è focalizzata l’attenzione dei partecipanti su aspetti moderni diagnostici-terapeutici riguardanti patologie estremamente frequenti nei soggetti anziani e fragili come le malattie neuropsichiatriche, polmonari, cardiovascolari, endocrino-metaboliche, sul dolore e sulle tecniche mininvasive di cardiochirurgia.

    Tra i relatori, erano presenti il Prof. Barbagallo Presidente Europeo dei Geriatri, il Magnifico Rettore Prof. Giovambattista De Sarro, i professori Pelaia, Indolfi, Sciaqua, Gnasso, Chiarella dell’Università della Magna Graecia di Catanzaro, il Dott. Pasquale Fratto Direttore della Cardiochirurgia di Reggio Calabria, i geriatri della Calabria, oltre il Presidente Nazionale della Sigot dott. Filippo Fimognari, il Past-President dott. Alberto Ferrari (Reggio Emilia) e il Presidente eletto per il triennio 2020/23 Prof. Alberto Pilotto (Genova).

    L’evento ha fornito un momento di formazione per i medici, ma anche per le altre figure professionali, per rinnovare l’attenzione verso la Geriatria, scienza in equilibrio dinamico tra evidence based medicine e mondo reale, ma anche esempio di cultura moderna dialetticamente in continuo adattamento. La riuscita del corso è da attribuire al grande carisma e dedizione del Dott. Ruotolo, il quale ha portato la sezione Sigot della Calabria ad essere una delle più attive in Italia in campo scientifico attraverso l’apporto importante della Struttura di Geriatria, da lui diretta, per i vari studi epidemiologici geriatrici. Il Dott. Ruotolo ha avuto modo di manifestare le sue soddisfazioni a fine corso ringraziando tutti i partecipanti e tutti i relatori della calorosa presenza.

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