Noto non le manda a dire. Il Catanzaro deve ‘trovare equilibrio’

L'esonero di mister Auteri non è stata una scelta tecnica ma di carattere «extracalcistico»:

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    di Gianfranco Giovene

    Una lunga lettera per confermare l’amarezza del momento dopo «l’atto d’amore compiuto nell’accettare una sfida ardua e complessa»; una lettera per puntualizzare l’impegno già profuso dal Gruppo sul piano economico – «che comincia a guardare la cifra dei 10 milioni di euro» – e per invitare l’ambiente ad andare oltre la crisi tecnica dell’ultimo periodo per «metterci un punto ed andare avanti» senza dimenticare quel passato in cui «non esistevano neanche più le condizioni oggettive per assistere a una competizione di calcio professionistico». Il tutto lasciando comunque aperto lo spiraglio del disimpegno personale, del passo indietro «senza nulla pretendere» nel caso di interesse al subentro da parte di altri volonterosi, già di fatto nell’aria da qualche tempo. Penna alla mano, foglio davanti, il presidente Noto ha deciso oggi di rivolgersi direttamente alla tifoseria e alla cittadinanza per dare uno spaccato della crisi giallorossa dal suo punto di vista e per tracciare in qualche modo un solco tra presente, passato e futuro del Catanzaro da lui guidato.

    Dai giorni dell’entusiasmo, quando – è indubbio – la sua scesa in campo rivitalizzò l’«esperienza calcistica tecnicamente esaurita, spenta, degradata» del club, fino alle contestazioni di oggi liquidate con toni forti e perentori, quasi di pancia. In mezzo qualche promessa fatta e non rispettata dal contorno – sottolineata ancora una volta come in passato – e il sincero rammarico per dei risultati sportivi considerati comunque al di sotto delle aspettative. E proprio su questo piano il presidente ha voluto oggi porre un particolare accento sottolineando come l’esonero di mister Auteri non sia stata una scelta tecnica ma di carattere «extracalcistico»: niente a che vedere con prestazioni e risultati deficitari, dunque – o meglio non solo – secondo Noto, ma qualcosa in più e di diversa natura che si è voluto spiegare così alla tifoseria; «le condizioni per ripartire e per andare alla ricerca di equilibri più solidi e avanzati ci sono» ha aggiunto e da qui bisognerà ripartire al più presto nell’unità d’intenti per salvare il salvabile degli obiettivi stagionali.

    Già da sabato prossimo contro l’Avellino, ovviamente, perchè la classifica dei giallorossi si è fatta precaria, il crollo verticale del solo punto in quattro partite ha reso scivoloso anche il posizionamento playoff e l’entusiasmo sembra latitare a tutti i livelli. Toccherà a Grassadonia e ai suoi, in campo, rianimarlo e i lavori ricominciati quest’oggi a Giovino dopo il deludente pareggio contro il Rende saranno di fondamentale importanza per costruire il Catanzaro 2.0: quello che dovrà incarnare la rinascita auspicata, l’unico attore al momento in grado di spegnere i fuochi delle contestazioni e che dovrà far voltare pagina. Anche alle lettere. Arbitro della sfida contro gli irpini di Capuano sarà il signor Meraviglia di Pistoia – assistenti Della Croce e Buonocore.

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