Associazione Solaria: ‘Pistoia, prima di tutto la legalità’

Il presidente Sandro Benincasa: 'Questa Amministrazione comunale e i  consiglieri avrebbero dovuto svegliarsi prima dal letargo e capire meglio le problematiche che attanagliano la città, invece di occuparsi del proprio orticello elettorale'

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    ‘Dopo la puntata di Striscia, tanti politologI hanno parlato anche di Pistoia senza conoscerla. Ci abito da oltre vent’anni e la situazione di degrado e di illegalità diffusa è all’ordine del giorno. Possibile che solo adesso in molti hanno scoperto l’acqua calda? Mi viene da ridere! Molti anni fa, il sottoscritto è intervenuto in un’iniziativa organizzata dal consiglio comunale di Catanzaro, alla presenza del Sindaco e De Sena ex Prefetto, e dissi che per ostacolare il malaffare e sterminare la delinquenza organizzata dovevamo fare sentire la presenza dello Stato e delle Istituzioni. Avevo proposto di fare qualche consiglio comunale aperto presso i locali della Chiesa di Pistoia, per far in modo che molti cittadini non si sentissero soli in quel triste e degradato quartiere.

    Ricordo che venni deriso dai soliti portatori di voti poiché ero un semplice consigliere di circoscrizione. Oggi fanno tutti i professoroni della politica, molti lo fanno di mestiere, altri come servi sciocchi continuano a prendere una barca di voti in quei quartieri, non solo a sud della città ma anche in altre periferie a nord, dove la criminalità e l’illegalità è diffusa a macchia d’olio.

    Non per cavalcare l’antipolitica ma siamo sull’orlo della rivoluzione e Salvini ne è la testimonianza di chi comincia ad avere consenso popolare in Umbria e come quei consiglieri comunali che da oltre vent’anni svolgono il ruolo di amministratori senza se e senza ma, semplicemente con il voto dei cittadini e di quei quartieri ghettizzati da piccoli gruppi criminali o dalla malavita organizzata. Per combattere l’illegalità ci vuole una classe dirigente capace di trovare strategie e soluzioni assieme alle forze dell’ordine ed allo Stato.

    Si è parlato in alcuni momenti difficili, quando in alcune zone della città venivano uccisi ragazzi giovani o avvenivano sparatorie, di coinvolgere l’esercito per garantire più sicurezza e più presenza dello Stato. Ha fatto bene Brumotti, inviato di Striscia ad andare dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri perché quando il giornalismo o i massimi sistemi informativi accendono i riflettori su problematiche sociali bisogna applaudire ed avere la speranza che un mondo migliore è possibile.

    Dobbiamo applaudire quando il segretario del Coisp  Giuseppe Brugnano con una delegazione fanno visita al procuratore Gratteri per garantire il loro impegno costante sull’emergenza sicurezza a fianco della magistratura e dei cittadini. E’ un motivo di orgoglio a trovare soluzioni e strategie per ripristinare la cultura della legalità anche a Catanzaro.

    Che dire di questa Amministrazione comunale e di tanti consiglieri che, in qualità di amministratori avrebbero dovuto svegliarsi prima dal letargo e capire meglio le problematiche che attanagliano la città, invece di occuparsi del proprio orticello elettorale o dei propri interessi personali. Forse il buon senso mi direbbe di invitarli a dimettersi perché chi ha la responsabilità di rappresentare i cittadini deve svolgere il proprio ruolo istituzionale con dedizione e rispetto delle regole di un paese civile e democratico. Purtroppo, il malaffare non si combatte solo con la repressione, ma dall’Aranceto a S.Elia si ripristina la cultura della legalità con la prevenzione e l’integrazione, con progetti di scolarizzazione soprattutto in quei quartieri far West della città.

    Dobbiamo evitare che i bambini vengano utilizzati dalla criminalità per affari loschi ed i servizi sociali devono garantire e supportare le famiglie in difficoltà, siano esse rom o non, a mantenere i figli a scuola per allontanarli dalle strade e garantirgli un’istruzione adeguata rispetto al degrado o contesto sociale in cui si vive. Siamo sicuri che tutti hanno fatto il proprio dovere per aiutare un processo di socializzazione e legalità, dalle associazioni impegnate nei territori a finire agli enti proposti e non.

    Ad alcuni amministratori comunali di Catanzaro dico mettetevi una maschera o meglio nascondetevi perché parlate a vanvera e non conoscete nemmeno le problematiche e dite pure tante fesserie. Almeno abbiate il buon senso di stare zitti visto che finora lo avete cavalcato il silenzio e l’omertà regna sovrana.

    Purtroppo si deve decidere se si vuole stare dalla parte del bene comune o fare i servi sciocchi, per quelli consiglierei di leggere un bellissimo libro di narrativa “Il coraggio di parlare” Vincenzino ed imparate la cultura e le regole della legalità. Certo in un contesto sociale dove un capoluogo di Regione è stata ridotta ad essere la cenerentola della Calabria perché la rappresentanza di una classe dirigente catanzarese e non, miope ed inconcludente lo ha permesso e continuerà a farlo nelle prossime elezioni regionali.

    Qui lo scenario complessivamente, non solo si presenta privo di progetti seri per il futuro della Calabria, ma le illusioni e le promesse elettorali si moltiplicheranno a macchia d’olio per rallestrare più voti possibili pur di essere rieletti. Mi dispiace dover constatare che i partiti sono ingessati allo strapotere degli eletti e dei capibastone, non mi rassegno ma non mi illudo neppure fermo restando che i cittadini vadano a votare, come al solito, otturandosi il naso e sognando una Calabria migliore’.

     Sandro Benincasa, associazione Solaria 

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