Aquile, riecco la vittoria: 3-1 all’Avellino di Capuano

Favalli e Nicastro nel primo tempo, e Kanoute nella ripresa (in mezzo il gol di Di Paolantonio) regalano il primo successo al Catanzaro di Grassadonia ALLE 23.20 STUDIO GIALLOROSSO

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    CATANZARO-AVELLINO 3-1

    CATANZARO: Di Gennaro; Martinelli, Signorini (37′ st Figliomeni), Pinna; Statella, Casoli, Risolo (18′ st Maita), Tascone (28′ st Nicoletti) Favalli; Kanoute, Nicastro (37′ st Fischnaller). A disposizione: Mittica, Elizalde, Quaranta, Riggio, Giannone, Mangni, Novello. All.: Grassadonia
    AVELLINO: Abibi; Illanes (40′ pt Silvestri), Zullo, Laezza; Celjak, De Marco (35′ st Alfageme), Di Paolantonio, Rossetti (13′ st Karic), Micovschi; Parisi (13′ st Albadoro); Charpentier. A disposizione: Tonti, Pizzella, Njie, Parisi, Petrucci, Zullo, Evangelista, Palmisano. All.: Capuano
    ARBITRO: Francesco Meraviglia di Pistoia (Della Croce – Buonocore)
    MARCATORI: 24′ Favalli, 28′  Nicastro, 44′ Di Paolantonio (A), 76′ Kanoute
    NOTE: Spettatori 4130. Ammoniti Laezza, Pinna.

     

    Torna alla vittoria, il Catanzaro: lo fa con una veste tattica nuova, rispolverando qualche protagonista finora lasciato in naftalina, e riscoprendo l’apporto di perni importanti e già rodati. Tre ad uno il passivo inflitto all’Avellino di Capuano con le reti di Favalli – prima rete in giallorosso per lui – di Nicastro e di Kanoute; per i campani a segno Di Paolantonio su una sbavatura della difesa. Tre punti di nuovo in sacca dopo quattro turni d’astinenza: una liberazione che scaccia le streghe e forse inizia a scrivere una nuova storia.

    CRONACA – Grassadonia vara la rivoluzione disegnando in campo un 3-5-2 con interpreti decisamente a sorpresa: mediana senza Maita ma con Casoli, Risolo e Tascone, Signorini e Pinna per la difesa, Nicastro e Kanoute davanti. Capuano invece cambia l’essenziale – Abibi in porta, non Tonti – e si affida ancora a Micovschi e Charpentier per la fase offensiva. Sugli spalti 4130 presenze (142 gli ospiti). Primo tempo – Venti minuti buoni di studio e manovre poco fluide da entrambe le parti; ci pensa la traversa colpita da Micovschi ad accendere la gara e a scuotere i padroni di casa che nel giro di cinque minuti vanno a bersaglio per ben due volte. Favalli il minimo comune denominatore delle reti: nel primo caso da marcatore – è proprio il numero tre a spingere la sfera in rete dopo una lunga serie di rimpalli in area – nel secondo, invece, nelle vesti di assistman – dai suoi piedi parte il cross preciso per Nicastro: una pennellata d’autore che la punta insacca facile di testa. Avellino che prova a rispondere con qualche conclusione dalla distanza – Charpentier, Micovschi e Rossetti senza fortuna – che cambia Illanes con Silvestri e che quasi sul gong della frazione trova la rete che accorcia le distanze: Signorini si fa beffare sulla destra, la palla viaggia al centro senza nessuna respinta – Di Gennaro pecca – ed ha gioco facile Di Paolantonio ad insaccare per il due a uno. Secondo tempo – Nessun cambio nell’intervallo ed aquile decise ad affondare nuovamente il colpo: al terzo è una sventola di Kanoute da fuori a sorvolare di poco la traversa, poi ci pensa ancora Favalli – tra i migliori – a seminare il panico con una bella discesa sulla fascia non coronata a dovere dal compagno franco senegalese da terra. Capuano vuole sostanza, per questo sceglie Albadoro e Karic al posto di Parisi e Rossetti; Grassadonia invece cerca freschezza di idee ed è Maita la sua opzione per Risolo. Ospiti pericolosi e vicini al pareggio con Albadoro – non perfetta la chiusura sulla sinistra – ma la chiusura della gara è dietro l’angolo ed è Kanoute a mettere il terzo sigillo. Classica azione di contropiede: Nicastro si beve Laezza sulla corsa ed appoggia al centro per l’accorrente compagno di reparto che controlla, piazza e poi raccoglie l’abbraccio dell’intera panchina, tecnico compreso. Spazio a Fischnaller e Figliomeni in chiusura (fuori Nicastro, applaudito, e Signorini); per i padroni di casa un’altra occasione d’oro non capitalizzata da Kanoute a tu per tu con Abibi, per gli ospiti un altro tentativo vano di Albadoro, poi il triplice fischio. E gli applausi dagli spalti per gli uomini di Grassadonia.

    Gianfranco Giovene

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