Us Catanzaro, mister Grassadonia si gode la vittoria

L'attenzione resta alta 

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    Di Gianfranco Giovene 

    Una linea sottile tra il completo naufragio e l’approdo in un porto sicuro dopo la tempesta. Una linea su cui il Catanzaro ha navigato con coraggio, ieri, spiegando al vento le vele della “rivoluzione totale”, alla ricerca della vittoria e della serenità perdute. Nulla di più semplice, nelle condizioni di marasma generale, con alle spalle l’inferno e davanti il buio, che perdere definitivamente la rotta nell’obbligatoria manovra di inversione: cambio modulo, cambio di filosofia nel gioco, cambio pure negli interpreti, con più di un uomo copertina lasciato in panca ed altrettanti estratti dal cassetto del dimenticatoio quasi per la prima volta; e invece così non è stato: ne è venuto fuori un successo di platino che proprio per le modalità con cui è stato conseguito può davvero rappresentare l’inizio di un capitolo nuovo, la nascita di quel Catanzaro 2.0 targato Grassadonia chiamato a riconquistare i piani alti della classifica ma soprattutto l’entusiasmo della sua tifoseria dopo settimane di malumori.     

    *ROTTURA TOTALE* – Novanta minuti di rottura totale rispetto al passato, quelli dei giallorossi contro l’Avellino, che hanno convinto non tanto dal punto di vista del gioco – meno spettacolare di altre occasioni, francamente più concreto e più pragmatico però se comparato alle ultime uscite – ma della voglia e dell’agonismo, in cui – nota affatto marginale – a brillare di più sono stati proprio elementi finora sottotono. Sontuosa la partita di Favalli con un gol, un assist e tante buone giocate a tabellino; dello stesso livello la prova generosa di Nicastro, quasi rinato nel tandem con Kanoute e nemmeno lontano parente dell’abulico centrale ingabbiato nel tridente delle scorse partite. L’esperimento del centrocampo a cinque con Risolo, Casoli e Tascone nel mezzo ha ripagato per quanto atteso; peccato per qualche sbavatura dietro che oltre ad aver regalato la rete agli irpini ha abbassato di un pizzico la media voto generale.     

    *CANTIERE APERTO* – «Era normale che ci mettessi del mio – ha commentato soddisfatto, ieri, Grassadonia – Siamo un cantiere ancora apertissimo e dobbiamo ancora lavorare duro per riconquistare punti e la nostra gente». Piedi per terra ed umiltà, dunque. La rotta da seguire per centrare l’obiettivo, però, pare da ieri già ben tracciata: dovrà essere percorsa da «soldati e da uomini» e non esisteranno «diritti acquisiti dall’alto» ma solo «meritocrazia e titolarità guadagnate sul campo». Come, in fin dai conti, ogni vera rivoluzione impone. E come, ormai è chiaro, il momento richiede.

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