Chiude il bar Imperiale: Catanzaro perde i suoi pezzi di storia

A far abbassare la saracinesca una politica dei fitti che ha portato al collasso molte attività commerciali


Come è possibile pensare Corso Mazzini senza il Bar Imperiale? Come sarà passeggiare sulla via principale del centro storico della città senza vedere più fuori i tavolini di quel Caffè aperto dal 1892 e che, in oltre 120 anni di storia, è stato luogo di incontro di diverse generazioni? Eppure, prima del prossimo Natale, anche le luci dell’Imperiale si spegneranno. Un’economia cittadina che ha risentito della spoliazione di molti uffici che prima insistevano in questa parte di città; una politica dei fitti che ha portato al collasso molte attività commerciali e che, nonostante iniziative comunicate con clamore alla stampa ma mai concretizzatesi, non ha trovato riscontro. Sono soprattutto queste le cause che faranno abbassare la saracinesca a un’attività storica, diretta da oltre un ventennio dalla signora Rosina Gallo, che dà lavoro a 11 padri e madri di famiglia

Una gestione che aveva come punto di forza il rispetto della tradizione con quel laboratorio artigianale in cui si produce una succulenta pasticceria e con la possibilità di gustare il famoso Amaro Cicerone, ricetta esclusiva dei fratelli Serrao che aprirono, a fine ‘800, il Caffè, diventato molto presto il salotto dei catanzaresi. Ma anche con quella capacità di rendere familiare un ambiente in cui ci sono clienti che da decenni si lasciano coccolare da uno staff impeccabile.

Tra qualche giorno a quella storia così importante per il capoluogo si metterà un punto. Come altri sono stati messi ad attività commerciali storiche che non hanno sopravvissuto a una crisi che la politica non è riuscita (o non ha voluto) gestire. 

E’ vero. Altre attività legate al food hanno aperto e apriranno nel centro storico. Ma con la chiusura del Caffè Imperiale si perde un pezzo troppo importante della città vecchia. Quella raccontata da illustri viaggiatori e uomini di cultura che testimoniano come quel luogo in poco tempo finì per essere “sede di incontri per politici, professionisti, intellettuali e qualsiasi avvenimento di solennità aveva per approdo il Gran Caffè Serrao”.