Primario che si cura fuori, Puzzonia: ‘Vicenda personale’

L'ex dirigente di Oncoematologia risponde all'avvocato Raimondi: 'stracciarsi le vesti per una vicenda così delicata e magari drammatica non può sortire effetti positivi per l’interesse della comunità e forse sarebbe stato più opportuno tacerne"

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    Mi ha sconcertato la nota apparsa su “Catanzaro Informa” nei giorni passati a firma dell’avvocato Nunzio Raimondi su una presunta tendenza esterofila dei medici catanzaresi per curarsi soffermandosi in particolare sulla vicenda di un singolo importante professionista. Lo scrive Pasquale Puzzonia
    già Direttore del Dipartimento onco-ematologico dell’AO Pugliese Ciaccio. “Non sono informato, come l’avvocato Raimondi, su tale vicenda e tuttavia posso presumere che non sia solo l’esterofilia o la mancanza di fiducia sulla nostra sanità che può aver determinato il comportamento (peraltro sempre legittimo per chiunque) di quel professionista. Potrebbe esserne all’origine il fatto di aver necessitato di un trattamento disponibile in regioni e istituzioni più consistenti delle nostre (la Calabria è una piccola regione che non può disporre di tutte le opportunità della medicina e della chirurgia moderne) o anche la ricerca di una più che legittima privacy e altre ancora.
     Ulteriore sconcerto mi ha destato poi dover notare che l’avv. Raimondi sembra essere a conoscenza dei fascicoli sanitari di tutti medici tanto dal poter estendere anche a molti altri di questi lo stesso comportamento con conseguente effetto sulla credibilità della sanità calabrese.
    Mi pare purtroppo che a sortire questo effetto possa essere invece una pubblica presa di posizione da parte di un prestigioso professionista come l’Avv. Raimondi che lo fa apparire evidentemente e drammaticamente preoccupato.
    Credo che il foro di Catanzaro non perderebbe credibilità se un avvocato della città si facesse assistere da un collega di altra regione magari particolarmente specializzato nel merito della vicenda come peraltro succederà alla Calabria per la programmazione della rete chirurgica dopo l’opportuno intervento del Ministro della salute. MI creda l’avv. Raimondi: stracciarsi le vesti per una vicenda del tutto personale e anche delicata e magari drammatica non può sortire effetti positivi per l’interesse della comunità e forse sarebbe stato più opportuno tacerne”.

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