Troppa Ternana per il Catanzaro, male Kanoute

La classifica al momento dice che i giallorossi non tengono il confronto con chi sta davanti, sconfitti dalla capolista Reggina e dalla principale inseguitrice Ternana così come anche dal Potenza e dal Bari

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    di Gianfranco Giovene

    Risposte erano attese, risposte alla fine sono arrivate, per il Catanzaro, dal match di ieri contro la Ternana. Non certo però quelle sperate perchè a dispetto della fiammella di fiducia tenuta in vita nell’ambiente dal positivo filotto di risultati utili e dai piccoli segnali di confortante ripresa della cura Grassadonia, ci ha pensato un pesante scivolone interno a ridimensionare la prospettiva delle aquile, a farle tornare con i piedi per terra e ad inchiodarle ad una verità già di fatto prefigurata dai numeri di inizio campionato. L’esame di maturità prospettato alla vigilia – quel  misurarsi con una big anche per capire se davvero si poteva ambire ad un posto tra le grandi – è finito con una bocciatura, arrivata nel risultato solo nei minuti finali e in modo rocambolesco, ma chiara in fondo a grandi tratti già nella conduzione della gara. Troppa Ternana per il Catanzaro che come ha detto ieri dal suo allenatore «ha tenuto botta e risposto colpo su colpo» ai rossoverdi – finché ne ha avuto – evidenziando però anche tutte le lacune tecniche che hanno scavato il solco con l’avversario in classifica. Il verdetto alla fine è stato netto: uno a tre. Dove l’uno giallorosso sta per la buona volontà che però non colma i limiti, e il tre – come giustamente sottolineato anche da Grassadonia – nel «fatto di giocare bene da tempo, di avere lo stesso allenatore da due anni e contare in rosa giocatori di qualità». 

    RUOLINO NERO – La classifica al momento dice che i giallorossi non tengono il confronto con chi sta davanti, sconfitti dalla capolista Reggina e dalla principale inseguitrice Ternana così come anche dal Potenza e dal Bari. Tra le prime cinque è solo contro il Monopoli – alla seconda giornata – che si è riusciti a portare a casa il risultato e la parità di punti con il disastrato Catania – battuto al “Ceravolo” e prossimo contendente in coppa – è davvero una povera medaglia da appuntare al petto. «I numeri dicono che lì non possiamo starci per ora» ha detto Grassadonia. Ed è normale che lo sguardo sia fisso al dicembre ricco di impegni e poi più in là all’orizzonte del mercato che dovrà tagliare, rafforzare e rilanciare. 

    BOCCIATURA – Poche le indicazioni positive dai singoli: a salvarsi, ieri, è stato forse il solo Di Livio i cui guizzi hanno scombinato un po’ lo spartito ternano organizzato per non far ragionare il Catanzaro. Male Kanoute – sul cui groppone pesa il rigore sbagliato – e male anche Statella –  che il rigore se l’è procurato ma al di là di questo non ha saputo fare altro. Non perfetto Di Gennaro sul primo gol ospite ed impalpabile Nicastro davanti: per lui oltre ad una prestazione non esaltante anche un eccesso di nervosismo del tutto evitabile con i tifosi del settore distinti a fine gara.

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