Scuola Casalinuovo, Adele Pardini: ‘Io, sopravvissuta ai nazisti’ foto

Nuovo appuntamento con la storia e la testimonianza per l'istituto scolastico. L'eccidio di Sant'Anna di Stazzema raccontato ai ragazzi. Presente anche Graziano Lazzeri, figlio della signora Adele e segretario dell'associazione Martiri di Sant'Anna 

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    Di Laura Cimino
    L’orrore. Gli occhi freddi, inumani dei soldati nazisti andati a scovarli nelle case, nelle stalle. Andati col piano preciso, crudele e insensato, ucciderli tutti. Senza un perché. Le code delle guerre sono i momenti più crudeli della crudeltà e insensatezza di ogni guerra. I corpi martoriati. Visti con i suoi occhi. Quelli delle sue sorelle. Quello di sua madre Bruna, lì vicino a lei, messa al muro e colpita alla testa. Caduta all’istante, vicino a lei. Riuscirono a vivere per pochi strazianti giorni la piccola Anna, che aveva venti giorni di vita e sette proiettili tra le fasce, e la sorella Maria, neanche lei sopravvisse alle terribili ferite riportate.

    L’orrore visto con gli occhi di una bambina di 4 anni, che ricorda, è quell’orrore testimoniato, oggi, dalla signora Adele Pardini accompagnata nel racconto dal figlio Graziano Lazzeri, segretario dell’associazione martiri di Sant’Anna davanti ai ragazzi della scuola media Casalinuovo di Catanzaro. La signora Adele a tratti piange eppure il coraggio non l’ha mai abbandonata. Lei oggi ha quasi ottant’anni, ma ancora si muove in giro per raccontare l’orrore. Sant’Anna di Stazzema, 12 agosto 1944. Furono 560 i morti accertati. 

    Trucidati dai nazisti, senza un perché, in quel ridente e tranquillo, fino a quel giorno, borgo in provincia di Lucca, in Versilia. Uno dei più sanguinari eccidi che la storia ricordi. Non è stato facile ascoltare l’orrore, per nessuno. I volti di tutti segnati, nella sala teatro dell’Istituto comprensivo Casalinuovo. Difficile trattenere la tensione e le lacrime per gli studenti, per gli insegnanti. Alcune ragazze si tenevano per mano. Ma è doveroso, quando la storia tramandata oralmente, nel valore irripetibile della testimonianza, diviene unico baluardo perché ciò che di più tragico il passato ci tramanda non accada più. Per prevenire i campanelli d’allarme. Per difenderci da chi ci dice che ci sono i ‘diversi’ da noi. 

    E perciò è stato un pomeriggio indimenticabile per gli alunni delle classi terze della scuola media che hanno avuto l’onore di ascoltare la testimonianza di  Adele Pardini, sopravvissuta all’eccidio e il racconto di suo figlio. Ad aprire la manifestazione il brano ‘You raise me up’ del coro Arcobaleno degli studenti della Casalinuovo diretto dalla professoressa Ylenia Giampà. A seguire un docu – film con la testimonianza di Massimo Dapporto per contestualizzare nei dettagli i fatti storici. 

    Ma quella di ieri è stata solo una nuova tappa di un lungo viaggio del progetto della Rete ‘Storia e memoria’ che vede da anni in prima linea la professoressa Pamela Stranieri spendersi con autentica passione per non dimenticare quello che è stato. 
    Incontro in stretta collaborazione, ancora una volta, con la sezione provinciale dell’Anpi guidata da Mario Vallone, che ha parlato ai ragazzi col valore della sua esperienza, coordinato con parole delicate, forti e toccanti dalla professoressa Morena Amoroso e che ha visto anche la partecipazione del professor Corrado Plastino che insegna a Decollatura e ha organizzato dei viaggi con gli studenti a Sant’Anna di Stazzema, fedele a quell’’andare nei luoghi’ raccomandato anche da Piero Calamandrei. ‘Un progetto di forte valenza formativa e che pertanto deve continuare’ ha sottolineato la dirigente scolastica Maria Riccio. 

    Toccanti e puntuali le domande dei ragazzi alla signora Pardini, disarmanti nella loro semplicità le sue risposte. Disarmante il dolore, disarmante la forza nel riuscire ad andare avanti. Ai ragazzi un unico monito. ‘Voi dovete conoscere’. ‘Mai più Sant’Anne’. ‘Meditare che questo è stato’, come scriveva Primo Levi. E avere la forza di testimoniare finchè si può.

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