Terremoto commissioni, le differenti presunte responsabilità 

L’inchiesta potrebbe avere anche pesanti ripercussioni sulla imminente campagna elettorale per le regionali  DATO NUMERICO GIUDIZIARIO E POLITICO 29 INDAGATI, NOMI E VIDEO

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    Di Giulia Zampina 
    Il calderone giudiziario in cui 29 consiglieri comunali e 5 imprenditori sono finiti, rischia di far bollire tutti in una stessa minestra nonostante alcuni “ingredienti” siano assolutamente non assimilabili. Partiamo dalla fine, dal dato politico. Tutti gli indagati avranno 20 giorni di tempo per spiegare e fornire le loro ragioni. Calendario alla mano si arriverà al 3 gennaio. Nell’eventualità venissero adottati altri provvedimenti, questi inevitabilmente avrebbero ricadute sulla tenuta del governo della città condizionando l’intera campagna elettorale. Tutte ipotesi che non possono non essere tenute in considerazione, stante il fatto che il provvedimento, datato ottobre 2019, è stato eseguito in un dicembre che non è , per la politica locale, un dicembre normale. Ma ora torniamo all’inizio di questa vicenda. Un esposto presentato in Procura da un movimento politico ben definito ed identificabile avvia, giustamente, la macchina delle indagini. Sono 4 i consiglieri che finiscono subito nel mirino. Enrico Consolante, Tommaso Brutto, Andrea Amendola e Sergio Costanzo. Le loro posizioni, secondo quanto scrivono gli investigatori, sono più compromesse di quelle degli altri. Avrebbero tratto vantaggio da assunzioni fittizie. Tommaso Brutto nella società cooperativa di produttori ortofrutticoli “Verdeoro” di cui è amministratrice formale Elzbieta Musielak e amministratore di fatto Carmelo Coluccio. Per le assenze di Brutto l’azienda avrebbe conseguito l’ingiusto profitto di 103.160,34 euro con riguardo al periodo febbraio 2015-giugno 2018. Antonio Amendola, fratello del consigliere Andrea Amendola, e amministratore della “A.B. costruzioni srl” e poi della “A.B. immobiliare srl” lo avrebbe assunto come capo impiegato amministrativo, laddove il consigliere «non svolgeva alcuna prestazione effettiva per l’impresa». La A.B. costruzioni avrebbe ricevuto per il periodo gennaio 2016-maggio 2017 18.381,65 euro. Mentre per il periodo luglio 2017-dicembre 2018, la A.B. immobiliare avrebbe ricebuto un rimborso di 46.190,46 euro. Non avrebbe svolto nessuna prestazione effettiva per l’impresa “La Notifica srl” il consigliere Enrico Consolante. Amministratore unico della società è l’indagata Sabrina Scarfone, mentre soci sono Andrea Castello e Pasquale Consolante, fratello di Enrico (i soci non sono indagati). Per il periodo dicembre 2017-novembre 2018 a titolo di rimborso “La Notifica” avrebbe ricevuto dal Comune di Catanzaro 23.179,47. Nella “La Rosa Salvatore Zoomarket” sarebbe invece impiegato il consigliere Sergio Costanzo indagato insieme al titolare Salvatore La Rosa che con l’assunzione fittizia, secondo gli inquirenti, avrebbe ricevuto un rimborso complessivo, da gennaio 2016 a dicembre 2018 di 78.749,00 euro.
    Ma anche la posizione degli altri consiglieri non è uguale benché vengano contestate le stesse violazioni. È evidente che ora le carte si rimescolano e ognuno difenderà la propria posizione, ma tenerle separate fin dall’inizio forse, nel rispetto del diritto e dei codici,  avrebbe definito meglio alcune responsabilità.

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