Il corsivo- Antonio Ludovico ‘Libro sul Catanzaro è un libro d’amore’

L'avvocato catanzarese commenta il lavoro di Sergio Dragone 

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    Di Antonio Ludovico*

    La leggenda in giallorosso di Sergio Dragone Esistono storie calcistiche che sembrano autentiche storie d’amore, non solo per come vengono raccontate, ma per come sono state vissute. Con inaudita passione, con ingenua visceralita’, con sano entusiasmo. Quella della squadra di calcio del Catanzaro è una di quelle e il giornalista Sergio Dragone ne offre uno spaccato, luminoso ed efficace, nel suo ultimo libro, edito da Media Books, “La leggenda in giallorosso”.
    Ed a scanso di ogni equivoco, mi piace sottolineare come il titolo sia assolutamente azzeccato per inquadrare da subito un lavoro enciclopedico che si snoda attraverso settanta schede (di allenatori, di giocatori e perfino di partite “storiche”) che si leggono tutte d’un fiato, non solo per colmare le proprie lacune calcistiche, ma per un arricchimento tout court che da quelle 293 pagine emerge imperioso. Ed infatti, si nota sin dalle prime righe quanto incessante e meticoloso sia stato il lavoro di Dragone per riannodare il filo dei ricordi, per rimembrare gli aneddoti più curiosi, per ricostruire, con il solo ausilio della memoria, una storia che si è trasformata in leggenda per un’intera regione e non solo per la città di Catanzaro. Innumerevoli e ben documentate le infinite curiosità, tantissime le voci e i protagonisti di una sorta di memoriale che scalda il cuore anche di coloro che non amano lo sport più bello del mondo, perché Dragone riesce a miscelare con inaudita abilità la passione per la storia e l’amore per la geografia, la cura maniacale del dettaglio e la fluidità della narrazione. E così si passa dalle rievocazioni partigiane di Ballacci all’eroismo di Kertesz, dalle parate del piccolo “ragno nero” di provincia (il portiere Umberto Provasi) agli stacchi di testa del “grande airone” Gianni Bui. Senza dimenticare le gesta eroiche del Presidentissimo Nicola Ceravolo, del primo “straniero “Egidio Ghersetich, dell’uomo chiamato cavallo (Pierluigi Busatta), del George Best italiano (Sergio Pellizzaro), dell” Angelo del fango (Angelo Mammì), del “fornaretto” di Pizzo Calabro( Gianni Fanello), dell’uomo che volle farsi re (Massimo Palanca), dell’allenatore del miracolo(Gianni Seghedoni).
    Come un fiume in piena, Sergio Dragone dimostra non solo un amore incondizionato per i colori giallorossi, ma una ricerca storica che entusiasma per il suo rigore filologico. Un libro, insomma, che dovrebbe stare sul comodino di ogni vero cittadino catanzarese, non solo tifoso di calcio, che riporta alla luce episodi conosciuti e non, che tocca le corde dell’anima e che in un pomeriggio di pioggia, mi ha fatto perfino riporre momentaneamente la splendida biografia di John Lennon di Philip Norman, per dare spazio alla magnifica “leggenda in giallorosso “. Non me ne sono affatto pentito. Assolutamente
    consigliato.
    *Avvocato

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