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Circolo Placanica apre il nuovo anno con la grande letteratura europea

Era il momento della conoscenza e della consapevolezza, della innovazione, ma anche della presa di coscienza, riguardo al destino dell'uomo, ai fini del suo agire e al risultato dei suoi affanni

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    Lo smarrimento, lo sgomento, la meraviglia e l’estasi suscitate, all’inizio del ‘900, dal progresso e dalle innovazioni in ogni ambito del sapere e del pensiero dell’uomo, sono stati gli ingredienti del primo incontro sociale dell’anno, al Circolo Placanica. È stata, in realtà, una “seconda puntata”, dopo la Lectio del Dicembre scorso, in cui il Prof. Luigi La Rosa ha introdotto da par suo l’argomento della divaricazione tra le “magnifiche sorti e progressive” del sapere in ogni campo del pensiero umano e il “ripiegamento” della letteratura nel periodo a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del “secolo breve”.

    Era il momento della conoscenza e della consapevolezza, della innovazione, ma anche della presa di coscienza, riguardo al destino dell’uomo, ai fini del suo agire e al risultato dei suoi affanni. Cadevano le illusioni sull’eternità dell’universo, sulle finalità dell’esistenza e sulla logica stessa del progresso, che vedeva sacrificata l’importanza dei “fini” sull’altare dei “mezzi”, diventati vero obiettivo di ogni sforzo, di ogni attesa, di ogni speranza. È proprio con i prodotti della tecnologia che si identifica il progresso e il percorso dell’umanità, perdendo definitivamente di vista quell’idea di crescita, di elevazione, di sublimazione e di eterno, che avevano caratterizzato il pensiero filosofico del passato.

    Un pomeriggio piacevole, e un’altra passeggiata bella e interessante sul sentiero della cultura cittadina. Il prossimo appuntamento al Circolo Placanica è fissato per il 15 Gennaio, quando sarà la volta di Ivan Comi e della sua elegante e suggestiva pubblicazione su ” I Fari della Calabria, tra natura e archeologia”.

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