Danza, il catanzarese Elia insegnante al National Ballet olandese

Ventinove anni dal 2012 ad Amsterdam continuerà la sua attività di ballerino. L'insegnamento una passione che parte da lontano

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    di Carmen Loiacono

    La sua vocazione per l’insegnamento, che ha da sempre, maturata negli anni grazie anche a una vasta esperienza, gli ha permesso di spuntarla sugli altri ottanta altri candidati provenienti dalla stessa Olanda e dall’estero. E’ Dario Elia, classe 1991, catanzarese doc: è stato scelto nelle scorse settimane per fare parte dal 1 gennaio del corpo insegnanti dell’Accademy of Theatre and dance della Amsterdam University of Arts.

     Il “nostro” vive nella Capitale dei Paesi Bassi dal 2012, quando è entrato a far parte dell’organico dell’Het, il Dutch National Ballet. All’attività di ballerino, però, ha affiancato fin da subito, quando ne ha avuto la possibilità, quella di insegnante: dal Royal Conservatoire de L’Aja, alla Junior Company del National Ballet, dove è stato direttore delle prove, ma anche in numerose scuole di danza private, Dario ha potuto verificare quanto in realtà l’insegnamento sia nelle sue corde. Una passione che coltiva fin da piccolo: «Mi è sempre piaciuto far conoscere, aiutare gli altri e analizzare i balletti – ha avuto modo di affermare -. Sono stato abbastanza fortunato di avere degli ottimi insegnanti all’Accademia de La Scala di Milano e alla Scuola del Royal Ballet a Londra. Mi sento un privilegiato per aver potuto lavorare con loro e sono veramente felice di poter trasmettere ciò che ho imparato da loro alla prossima generazione di ballerini». Ed ecco che a soli 29 anni, ancora neanche compiuti, Dario Elia darà lezioni ai ragazzi per NBA 3 e 4 alla National Ballet Accademy, senza tra l’altro lasciare il suo lavoro di ballerino al Dutch National Ballet, anche se non è troppo presto per pensarci.  

    «Ho lavorato con tre diverse compagnie e danzato in tanti bei balletti – ha aggiunto -. Vorrei fermarmi al culmine. Ovviamente non succede e basta, la fine di una carriera di ballo ha sempre qualcosa di triste, ma sono davvero felice di essere stato scelto tra tutti quei candidati. La National Ballet Academy è una delle scuole più importanti al mondo, e mi piacerebbe poter lavorare con Ernst e René – rispettivamente Meisner e Vlemmix, direttori dell’Accademia, ndr -, per contribuire affinché continui a crescere sempre più». 

    Che il talento l’avrebbe portato lontano lo si era capito fin dai primissimi passi alla Scuola ArteDanza di Giovanni Calabrò e Giuseppe Torchia: da lì dopo poco tempo ha spiccato il volo verso La Scala, quindi alla volta della scuola del Royal Ballet a Londra, per poi danzare con il Balletto de La Scala e il Zurich Ballet, prima di approdare ad Amsterdam come ballerino, oggi anche come docente. «Insegnare non è qualcosa che fai perché non sai cosa altro fare quando concludi la carriera di ballerino – ci tiene a precisare -. Insegnare è una vocazione. Quando insegni, non è più qualcosa che riguarda la tua persona, ma qualcun altro. Devi essere un mentore per i tuoi allievi, quasi un padre».

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