‘Tutti con Gratteri’ testimonianze di legalità e speranza (IMMAGINI)

Circa 2mila a Catanzaro alla manifestazione a sostegno del procuratore di Catanzaro. Tanti spunti di riflessione. L'imprenditore Masciari: la paura ci rende complici  LIVE SCRITTO E DIRETTA FACEBOOK LE FOTO

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    di Roberto Tolomeo

    Si aspettava più gente in piazza Giuseppe Masciari, imprenditore catanzarese, che da anni vive lontano dalla Calabria a causa della sua decisione di ribellarsi alla criminalità. Lo dice con franchezza all’inizio del suo intervento, tra i più significativi della manifestazione promossa a sostegno del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e delle Forze dell’Ordine. Per ‘Tutti con Gratteri’, la folla non è certo proporzionata alla cascata di comunicati di adesione di associazioni, comuni, comitati, e affini che negli ultimi giorni avevano inondato social e giornali online e non. 

    Forse 2mila, forse qualcuno in meno in un sabato mattina neanche così brutto dal punto di vista meteorologico. Ma le cifre in fondo contano così tanto?  In piazza infatti non manca l’entusiasmo soprattutto dei più giovani -diverse scuole in piazza con cori e striscioni- e non mancano le testimonianze di legalità. Queste ultime provengono dal palchetto sistemato non lontano dall’ingresso del palazzo di Giustizia. Il tutto coordinato dallo scrittore Pino Aprile tra quelli che più di ogni altro ha voluto fortemente l’iniziativa di questa mattina.

    “La ‘ndrangheta – sottolinea Masciari -è una industria che è cresciuta, e che persino affascina qualcuno. Noi non possiamo più permettere questo. Non dobbiamo avere paura, la paura ci ha resi complici. Non dobbiamo lasciare questa procura abbandonata a se stessa. Dobbiamo essere tutti Gratteri”. 

    Rocco Mongiardi, altro imprenditore che ha denunciato, forse il più emozionato di tutti, è ancora più categorico “Bisogna chiedere scusa. A Gratteri per la solitudine in cui abbiamo lasciato lui e lo stesso lo dobbiamo a chi come lui con la sua attività lotta per renderci liberi. 

    Giancarlo Costabile che l’antimafia l’insegna all’università punta il dito proprio contro ciò che il mondo accademico insegna ‘il linguaggio del potere e non il coraggio di combattere l’illegalità. Noi abbiamo fatto una scelta diversa. Abbiamo aperto l’università al territorio rifiutando il denaro pubblico perchè la parola libera non può essere la parola pagata. E’ ora di finirla – poi aggiunge – anche con una antimafia pagata dallo Stato per stare con i poteri e con chi offende quotidianamente la parola libertà’. 

    Ma testimonianze pro Gratteri arrivano da fuori provincia e da fuori regione. E in piazza infatti c’è anche una ragazza dell’Istituto tecnico Ciliberto di Crotone che parla delle iniziative antimafia della scuola che frequenta, una donna che ha avuto il proprio figlio ucciso a soli undici anni e che porta il saluto dell’associazione palermitana Agende Rosse e Don Maurizio Patricello dalla terra dei Fuochi. Il suo appello è semplice e diretto a tutti “Vogliamo vivere in un paese normale e civile. Siamo con gli onesti, dobbiamo chiamare a raccolta le forze positive”. 

    La manifestazione volge al termine quando viene letto il messaggio di ringraziamento di Gratteri che dice tra l’altro: “la vostra presenza indica sete di giustizia sentita e non gridata o sbandierata. E’ solidarietà testimoniata anche con la presenza fisica. Io l’accolgo e ringrazio perché so che questa presenza è rivolta non tanto a chi è più visibile nei mass media quanto alla nostra squadra che lavora , con competenza e sacrificio, in silenzio e lontano da fotocamere e cineprese, in modo quasi per nulla appariscente e solo con l’intento di fare il proprio dovere”. E in conclusione un gesto simbolico. Tanti mattoncini ciascuno dei quali riportanti una delle emergenze della nostra regione (disoccupazione, sanità…) diventano elementi di un puzzle che viene assemblato sul palco fino a formare la Calabria.  Tanto frammentata, tanto problematica e, appunto, tanto assetata di giustizia.

    IL SERVIZIO VIDEO DI ANTONIO CAPRIA 

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