Sindaco in piazza ma ‘I quartieri’ chiedono ‘perchè non il gonfalone?’

Serrao critica la scelta, che poi è stata di molti primi cittadini, di non esporre il vessillo del Capoluogo di Regione e della Provincia 

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    In una società dell’apparenza più che dall’appartenenza, in un momento in cui la sostanza delle cose viene confusa con la forma, a volte solo per un semplice gioco strumentale, più che sul numero e sulla qualità delle persone presenti in piazza (qualora i giudizi personali possano mai essere più importanti del percorso dello stesso diritto che regola lo Stato democratico)  a sostenere la meritoria attività della Procura di Catanzaro a guida Gratteri, c’è chi si pronuncia sull’importanza di un gonfalone in una manifestazione che nasce sui social da un comitato spontaneo. Ma i gonfaloni non sono bandierine che si posizionano, sono certamente segni importanti, ma che non tolgono o aggiungono nulla alle prese di posizione fatte con coscienza. Non la pensa così Alfredo Serrao, presidente del movimento politico “I Quartieri” che in una nota lamenta l’assenza del gonfalone del Comune di Catanzaro, nonostante la presenza del sindaco Sergio Abramo che, al pari di altri sindaci, tantissimi in piazza, ha indossato la fascia della sua città. Per dovere di cronaca è corretto riportare che i rappresentanti istituzionali di diversi Comuni della Calabria presenti in piazza erano davvero tanti, ma solo quattro o cinque hanno ritenuto, secondo libera scelta, di portare a Catanzaro i vessilli delle loro città.

    Scrive Serrao in una nota: “Abbiamo apprezzato, lo diciamo con sincerità e senza alcuna polemica, la scelta dei 29 consiglieri comunali di Catanzaro indagati per “gettonopoli” di non partecipare alla manifestazione pro-Gratteri in piazza Matteotti. La loro partecipazione prima del chiarimento della loro posizione processuale avrebbe prodotto, probabilmente, qualche imbarazzo. Quello che non abbiamo apprezzato è l’assenza dei gonfaloni del Comune e della Provincia di Catanzaro, enti entrambi guidati da Sergio Abramo. C’erano tantissimi gonfaloni di Comuni della Calabria e sicuramente non avrebbero guastato quelli delle Istituzioni “di casa”, perché la Procura della Repubblica di Catanzaro è dei Catanzaresi e delle Istituzioni di Catanzaro.

    Dovevano esserci, perché le persone passano, i sindaci e i consiglieri passano, ma restano le Istituzioni che rappresentano l’unità dei cittadini. Quei due gonfaloni non avrebbero certo provocato disagio.

    Una semplice dimenticanza? Se così fosse sarebbe veramente molto grave, vorrebbe dire che le passerelle elettorali di questi giorni accanto a Salvini sono più importanti del grande messaggio antimafia lanciato da piazza Matteotti, dove noi ci siamo distinti per l’assenza del simbolo – che poi non è solo il simbolo – della Città capoluogo e della Provincia di Catanzaro: il gonfalone!”

    g.z.

     

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