Contro la violenza di genere servono strumenti efficienti (VIDEO)

Il presidente nazionale Commissione Femminicidio, Valeria Valente, oggi al Centro di Solidarietà Calabrese

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    Combattere la violenza di genere è possibile e farlo attraverso strumenti efficienti è importante per garantire una risposta tempestiva ad un problema culturale che purtroppo affligge da Nord a Sud tutto il territorio italiano. Per contrastare e limitare il fenomeno, non basta l’impegno e la determinazione di chi quotidianamente cerca di dare delle risposte se a sostenere l’operato manca una legge adeguata e di supporto ai volontari e ai professionisti che da decenni si battono sul territorio affianco di donne in difficoltà.

    Ed è proprio questo l’argomento del dibattito affrontato, questa mattina presso il Centro di Solidarietà Calabrese, dalla Presidente Nazionale della Commissione d’inchiesta sul femminicidio Valeria Valente, in un confronto con la Consigliera regionale di parità Tonia Stumpo e Isolina Mantelli del Coordinamento regionale dei centri antiviolenza, insieme alle operatrici dei centri dislocati sul territorio catanzarese. “Da questo confronto sono emerse delle richieste chiare – ha detto il Presidente Valente – la Commissione d’inchiesta relazionerà al Parlamento anche in base alle richieste avanzate oggi per chiedere modifiche alla legge 119 che destina un sostegno diretto ai centri ma anche un sostegno mediato attraverso le regioni.”

    Quello che è stato evidenziato è che la normativa attualmente in vigore si caratterizza per passaggi troppo burocratici e lenti che non permettono ai finanziamenti di giungere in tempo alle strutture che, proprio per questo motivo, non riescono a pianificare le attività adeguatamente: “Due anni fa è stata depositata in Regione una legge per superare i punti critici di quella in vigore che è chiaramente inadeguata, tutto è rimasto invariato– ha dichiarato Tonia Stumpo – ci sono dei vulnus non coperti dalla norma regionale ferma al 2007, l’approvazione della legge depositata avrebbe consentito l’adeguatezza anche della distribuzione di fondi che invece continuano ad essere scarsi e meno efficaci di quanto potrebbero essere.” Una questione aperta quella sui centri antiviolenza che andrà immediatamente affrontata dai politici che siederanno prossimamente in Regione, perché non si può perdere altro tempo quando a subire sono donne innocenti.

    “Alla nuova Giunta chiediamo una legge antiviolenza adeguata e una dirigenza femminile per l’Osservatorio regionale contro la violenza di genere – ha detto la dott.ssa Mantelli che ha poi sottolineato la necessità di finanziamenti per la nascita di una casa rifugio per ogni territorio provinciale per dare sempre una risposta, senza essere costretti a dire “no” alle richiesta di aiuto. Durante il dibattito si è poi analizzato l’aspetto culturale del fenomeno: “Il piano repressivo non è più sufficiente, inasprire le pene è una battaglia che va fatta ma vediamo che i risultati stentano a venire quando continuano ad esserci trasmissioni televisive come quella di Sanremo che propinano stereotipi sessisti e offese alle donne – ha detto il Presidente Valente – quando ci imbattiamo in queste realtà, capiamo che la strada da fare è ancora lunga e faticosa, ma noi non ci arrendiamo!” Una chiara affermazione, supportata dalla convinzione che il percorso da fare per ottenere un cambiamento di tipo culturale è difficile ma superabile attraverso l’unione e la forza delle donne.

    Maria Teresa Rotundo

     

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